La femmina è stata immortalata nel momento più intimo: mentre fa pipì. Lo sciacallo dorato (foto) è entrato davvero in Italia: da una trentina di anni si hanno segni sporadici della sua presenza all’estremità nord orientale dell’Italia, ma stavolta ci sono due straordinari filmati girati nel giro di pochi giorni dalle fototrappole di un bio-agriturismo sul Carso goriziano, in Friuli Venezia Giulia.
Una settimana fa circa la femmina è passata davanti alla videocamera; in precedenza, all’inizio del mese, è stata ripresa una coppia di sciacalli, anche se di uno di essi si vede solo perlopiù la coda.
Gli sciacalli non sono pericolosi. Sono poco più grandi delle volpi, non attaccano l’uomo, sono arrivati in Italia con le loro zampe dall’Europa centro orientale. Guardateli: poi vi passo i link. Continua a leggere→
alle 09:20 da
maria | Categorie: Energie
Ecco erchè la benzina costa 1,8 euro al litro, ecco perchè l’Europa è in crisi nera. L’ecologia e le risorse naturali sono l’altra faccia dell’economia, il petrolio è il sangue che scorre nelle vene dell’economia e da un anno in Europa stiamo pagando il petrolio agli stessi prezzi che furono raggiunti solo per pochi giorni nel 2008, quando il rialzo vertiginoso mise per la prima volta ko l’economia mondiale.
Com’è possibile?, direte, adesso il petrolio costa circa 109 dollari al barile, allora sforava quasi i 150.
Ma il petrolio è quotato in dollari – tutti i media riportano il prezzo del barile in dollari – ma noi lo paghiamo con gli euro, e le oscillazioni del cambio interagiscono con le oscillazioni del prezzo.
Ho già pubblicato il grafico storico in euro del prezzo del brent europeo (il petrolio del Mare del Nord); adesso c’è anche il grafico storico del prezzo del barile americano in euro. E’ uscito sul blog Petrolio e ve lo ripropongo: aiuta a capire la situazione in Europa più di mille discorsi. Un clic, prego. Continua a leggere→
Argomenti: energie, petrolio
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Si sapeva della loro esistenza fin dal 1937, ma in 75 anni nessuno li aveva mai filmati. I ricercatori dell’Australian Antarctid Division hanno ripreso, nel mare al largo dello Stato di Victoria, un gruppo di tasmaceti, cetacei lunghi 4-13 metri con la testa tonda come un melone e il “muso” simile a quello dei delfini. Il nome scientifico è Tasmacetus shepherdi. A lato un fermo immagine.
I frammenti di video finora resi pubblici da una testata australiana – un attimo e arrivano – stano facendo il giro del web. Rarissimi avvistamenti, conoscenza della specie affidata alle autopsie di qualche animale trovato morto sulle spiagge, mancanza di stime sulla consistenza della popolazione: non si sa se per via del ridotto numero di animali o per il comportamento schivo e l’abitudine ad immergersi lungamente in acque profonde.
Abitano comunque i mari più meridionali dell’emisfero australe. Continua a leggere→
Un altro regalo ai petrolieri. Ci sono due righe avvelenate nel Milleproroge firmato poche ore fa dl presidente Napolitano. Riguardano il Parco Nazionale della Costa Teatina, in Abruzzo. L’istituzione è prevista da una legge del 2001 la cui attuazione è ora rinviata al 31 dicembre di quest’anno.
Il Parco non ha ancora confini definiti. In ogni caso, il suo cuore sarebbe la zona attorno ad Ortona. Esattamente quella in cui si concentrano le richieste di ricerca e di sfruttamento del petrolio: basta confrontare la bozza di perimetrazione del Parco che si trova sul sito della Costituente per il Parco e la piantina delle concessioni petrolifere in Abruzzo realizzata dal Wwf. Sono immagini troppo grandi per essere affiancate, ma fate clic, cercate Ortona e constatate.
Metà del territorio abruzzese è interessata a vario titolo da progetti per l’estrazione di idrocarburi. Il Parco avrebbe costituito una difesa. I petrolieri ringraziano.
Su Il Centro il Parco nazionale della Costa Teatina deve aspettare un altro anno
Su Abruzzo News 24 il comunicato stampa della Costituente per il Parco
Il sito della Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina
La legge n. 93 del 2001 che all’articolo 8 istituisce il Parco
Foto
alle 11:29 da
maria | Categorie: Nucleare
Ha segnalato un aumento di oltre 20 °C in quattro giorni, la temperatura è passata da 29 a 50 °C. Un altro termometro del reattore 2 di Fukushima sta alzandosi, alla faccia del sedicente arresto freddo, stabile e sicuro.
Stavolta – udite udite – il termometro non è stato dichiarato ufficialmente rotto come l’altro.
Sottoposto a controllo dalla Tepco (la società proprietaria della centrale nucleare), ha dimostrato di avere il circuito integro (si tratta di una termocoppia, un’apparecchiatura più complicata di un normale termometro) anche se si è comportato in un modo diverso rispetto al precedente test, e viene dunque tenuto sotto controllo per rilevare segni di eventuale malfunzionamento.
Il timore è sempre quello: innalzamento della temperatura uguale ripresa delle reazioni nucleari incontrollate. No, dice la Tepco. Continua a leggere→
In questi giorni si fa un gran parlare di carne in provetta: lo scienziato Mark Post, dell’Università di Maastricht, ha reso noto di essere riuscito a ottenere una strisciolina di carne artificiale di due centimetri per uno (spessore: un millimetro) partendo da cellule staminali; fra qualche mese spera di averne abbastanza per tentare una prova culinaria, che intende ad affidare al cuoco Heston Blumenthal, tristellato Michelin.
Una mossa indispensabile perchè la carne artificiale è mollacciosa come un budino e anemica: non c’è l’emoglobina del sangue, il tessuto muscolare non ha mai fatto movimento e insomma è necessario (almeno allo stato attuale dei fatti) che venga resa appetibile da mani molto, molto sapienti.
Se n’è fatto un gran parlare (di solito in sintesi: che schifo), ma quasi nessuno è andato al nocciolo della cosa. E coè: gli scienziati non stanno dietro alla carne artificiale per aumentare la produzione di carne, e nemmeno per liberare dalle sofferenze milioni di animali da macello.
Nossognori, nulla di tutto ciò. Lo fanno perchè è scientificamente accertato che la Terra non può continuare ad ad alimentare il genere umano secondo le sue abitudini attuali. Sono consumi ecologicamente insostenibili non per il futuro, ma già nel presente. A questo proposito vi lascio due prospettive culinari. Continua a leggere→
Il referendum regionale per limitare la caccia in Piemonte è stato finalmente indetto ieri (data provvisoria: 3 giugno), 25 anni dopo la raccolta delle firme e due giorni prima che il Tar (Tribunale amministrativo regionale), in assenza di iniziative della Regione, nominasse un commissario per organizzare la consultazione.
E’ un fatto locale, ma ve ne parlo perchè secondo me la vicenda – complicatissima – ben condensa ed esemplifica la crescente tendenza a far sì che i cittadini partecipino il meno possibile alla gestione della cosa pubblica.
Il presidente della Regione, il leghista Cota, ora va dicendo che spera ancora che non si voti. E poi la chiamano democrazia. Continua a leggere→
Argomenti: animali, caccia
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