I risultati preliminari delle analisi sembrano scagionare Fukushima: nei tessuti delle foche e dei trichechi uccisi da una misteriosa malattia in Alaska non si rilevano livelli anormali di radioattività.
Lo rende noto il Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), con una prudenza che va al di là della normale cautela scientifica: specifica infatti che non sono ancora stati effettuati esami relativi alla presenza di Cesio 137 e Cesio 134; il rapporto quantitativo fra questi due isotopi verrà poi messo a confronto con il rapporto presente nelle emissioni di Fukushima.
Negli ultimi tempi non sono stati più raccolti animali morti o morenti. Non si sono neanche trovate indicazioni relative alle cause della malattia.
Il comunicato stampa di Noaa Alaska: primi risultati dei test sulla radioattività nelle foche
Su Reuters escluso per ora che la radioattività sia la causa della morte delle foche in Alaska
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Argomenti: animali, nucleare
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Il cielo non mente, e vi mostro le foto dal satellite del disastro che si sta consumando in Nigeria, nella zona del delta del Niger: dal 16 gennaio è in corso un enorme incendio di idrocarburi partito da una piattaforma di trivellazione (poi affondata, due morti) che stava scavando per conto della Chevron un pozzo di esplorazione in un giacimento di gas.
L’incendio non verrà spento perchè, hanno stabilito le autorità nigeriane, il gas disperso nell’atmosfera sarebbe ancor più dannoso del fuoco.
Le fiamme si estingueranno solo quando (e se…) la Chevron sarà riuscita a turare il pozzo attraverso un relief well: come per la marea nera nel Golfo del Messico.
La Chevron ha fatto sapere ieri di aver iniziato a trivellare il relief well: solo per cominciare, ci ha messo un mese. Non ha detto quanto tempo ci vorrà per finire: 100 giorni, scrive Upstream On Line alla luce di informazioni raccolte in ambienti del petrolio e del gas.
Il fatto ha scarsissima copertura da parte dei maggiori media. Non ho trovato approfondimenti sulle conseguenze segnalate dalla gente del posto: moria di pesci, irritazioni alla pelle, disturbi gastro intestinali spiegabili forse con il proliferare dei batteri nelle acque di superficie in seguito al calore sviluppato dall’incendio. Continua a leggere→
Argomenti: gas, inquinamento
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alle 05:04 da
maria | Categorie: Nucleare
Ecatombe di termometri a Fukushima. La Tepco, la società proprietaria della centrale nucleare, ha rilevato che sono inaffidabili 8 dei 41 termometri applicati sul reattore 2 (in realtà sono termocoppie, apparecchiature dal funzionamento più complicato).
Inaffidabile anche il famoso termometro che aveva mostrato un aumento della temperatura incompatibile con la sedicente condizione di cold shut down (arresto freddo, stabile e sicuro) attribuita all’impianto in dicembre.
Come rileva il quotidiano giapponese Mainichi Daily News, l’inattendibilità dei termometri solleva degli interrogativi sulla condizione di arresto freddo della centrale, visto che l’arresto freddo stesso fu dichiarato in base ai dati forniti dai termometri dell’impianto.
E lo Xenon radioattivo trovato nel reattore 2? C’è una spiegazione anche per questo. Continua a leggere→
Un pozzo fuori controllo nelle immensità selvagge e ghiacciate dell’estremo nord. Il tesoro di idrocarburi custodito nell’Artico fa gola ai petrolieri, ed ecco l’incidente: è in corso vicino alla costa settentrionale dell’Alaska, sul delta del fiume Colville.
Si tratta di un pozzo di esplorazione per la ricerca del metano. La trivella – stando alla prima ricostruzione – ha trovato a circa 700 metri di profondità una sacca di gas ad alta pressione di cui non si sospettava la presenza.
Così ora il pozzo sta vomitando sulla tundra incontaminata 160.000 litri circa di fanghi da trivellazione (la stima è della compagnia petrolifera) insieme ad acqua e gas che per fortuna non si è incendiato. Si potrà cercare di riprenderne il controllo solo quando il gas avrà smesso di uscire. Continua a leggere→
Argomenti: artico, gas, petrolio
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Sul web, in questi giorni, fioriscono le foto di piste ciclabili assurde che finiscono contro un palo (un classico…), contro un muro, dentro un fiume e in molti altri sorprendenti modi, compreso quello assolutamente inedito che vedete qui a fianco.
Vi mostro una piccola vetrina di questo museo degli orrori: è un prodotto indiretto della campagna per la sicurezza dei ciclisti lanciata dal Times di Londra.
La campagna è subito rimbalzata in Italia dove secondo i dati della Fondazione Ania per la sicurezza stradale in 10 anni sono morti 2.556 ciclisti (più del doppio rispetto alla Gran Bretagna), e i ciclisti rappresentano il 6% delle vittime degli incidenti stradali.
Sempre secondo i dati Ania, in Italia circolano 11 milioni di biciclette. Circolano: si fa per dire. Piuttosto, gli 11 milioni di biciclette cozzano quotidianamente contro assurdità di ogni tipo. Guardate che foto. Continua a leggere→
Argomenti: bici, biciclette
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Vi mostro un video davvero speciale. Un lupo salvato da morte certa – è stato recuperato mentre giaceva semiparalizzato in un torrente – mangia dalle mani di una donna che lo sta curando. E’ un lupo, un lupo selvatico: debilitato, ma – se riesce a mangiare – non è intontito e ha un po’ di energia.
Eppure il suo comportamento non accenna nè alla paura nè all’aggressività. Neanche un micro-ringhio mentre l’ “infermiera” del Centro Fauna di Monte Adone gli gira attorno: come se avesse capito che, nonostante gli aghi delle flebo e tutto il resto, gli umani, almeno per una volta, lo stanno aiutando e non vogliono fargli del male.
Peraltro a questo lupo, battezzato Navarre, gli uomini hanno fatto del male eccome. Quando è stato recuperato nel torrente, l’11 gennaio scorso nel Bolognese, aveva in corpo i pallini di diverse fucilate. Ma adesso parlano le immagini. Continua a leggere→
Argomenti: animali, lupi
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Liberalizzare perfino la monnezza. Convinto com’è che l’invisibile mano del mercato ci condurrà tutti verso magnifiche sorti e progressive, il Governo presentemente in carica ha infilato nel cosiddetto decreto liberalizzazioni (ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge) anche un articolo che, di fatto, piccona l’attuale organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti.
La raccolta differenziata non funziona certo a meraviglia. Però il rimedio è molto peggiore del male.
In sostanza, adesso tutte le aziende che producono imballaggi sono riunite in un consorzio, il Conai, attraverso il quale finanziano la raccolta differenziata degli imballaggi stessi (plastica, vetro, lattine…) organizzata dai Comuni.
Il decreto liberalizzazioni, nella veste attuale, apre la strada al fatto che nella gestione dei rifiuti da imballaggio operino dei consorzi alternativi al Conai. Immaginate cosa succederà? Continua a leggere→
Curare la manutenzione del territorio per prevenire le frane e le alluvioni che provocano vittime e danni: 5 miliardi solo negli ultimi due anni. Ne ho parlato spesso, e adesso arriva il capillare piano delle piccole opere necessarie per raggiungere questo obiettivo.
Lo ha presentato ieri l’Anbi (Associazione nazionale delle bonifiche, delle irrigazioni e dei miglioramenti fondiari), aggiornando il documento che ha redatto per la prima volta nel 2010.
Per togliersi il pensiero bisognerebbe spendere 6,8 miliardi di euro, creando contemporaneamente 44.000 posti di lavoro.
Quando a casa tua il tetto è marcio e il conto in banca non è un pozzo senza fondo cosa fai, preferisci ripararlo o comprare il Suv? Opere come quelle proposte dall’Anbi mettono l’Italia di fronte ad una scelta del genere. Qualsiasi persona di buon senso riparerebbe il tetto. L’Italia invece compra il Suv, cioè corre dietro alla Tav. Continua a leggere→