Supermercati, lo choc degli scaffali vuoti. Il cibo e il petrolio, il cibo è il petrolio

gen  12
25

Sciopero degli autotrasportatori, gli scaffali vuoti del supermercato dove sono entrata stasera fanno paura. Ti sbattono in faccia la fragilità della nostra organizzazione economica (che invece passa per solidissima) e tutte le scomode verità sull’energia.

Fanno paura perchè sono uno choc, un metaforico terremoto. Crolla il mondo in cui basta por mano al portafoglio e, se vuoi, ti compri anche i piselli ripieni.

Qui dove abito, vicino a Torino, nel giro di poche ore sono evaporati i cibi freschi e perfino pasta e vino. Spero di trovare le sigarette, domani.

Solo l’energia abbondante e a buon mercato consente di produrre e di distribuire una gran quantità e varietà di merci. Adesso gli autotrasportatori protestano perchè la benzina e il gasolio sono rincarati. E’ verissimo, ma non è (solo) colpa del Governo.

Il cibo è petrolio, gasolio, benzina. Il rincaro del carburante non costituisce un fenomeno transitorio, ma è destinato anzi ad acuirsi, e questo richiede un profondo riassetto di abitudini consolidate.

Da molto tempo qui in Europa stiamo pagando il petrolio agli stessi prezzi record del 2008. Il rincaro è legato al fatto che è impossibile estrarre sempre più petrolio, come invece richiederebbe il modello della crescita economica infinita e dell’inesauribile abbondanza di tutte le merci.

Il rincaro del petrolio e del carburante è strettamente connesso al rincaro dei generi alimentari per due motivi.

Primo, gasolio ed energia servono per produrre il cibo (i trattori, le serre riscaldate), per lavorarlo e trasformarlo. Secondo, l’Italia è molto esposta ai contraccolpi alimentari del rincaro dei carburanti perchè importa, ebbene sì, gran parte delle derrate alimentari. E’ autosufficiente solo per frutta e pochissimo altro.

Se il rincaro del carburante non è una fiammata contingente ma un fenomeno destinato a perdurare e ad aggravarsi, la prima misura dovrebbe essere produrre quanto più possibile il nostro cibo, e vicino ai luoghi in cui lo consumiamo.

Gli scaffali vuoti del supermercato ci insegnano proprio questo: stiamo mangiando petrolio e dobbiamo cambiare dieta, dato che l’abbondanza di petrolio sta finendo.

Su Il Messaggero autotrasportatori, i motivi della protesta

Su Reuters Italia la protesta dei tir si estende alla penisola

Foto Air Force One

Articoli correlati


Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio

Questa voce è stata pubblicata in Alimentazione, Energie e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Supermercati, lo choc degli scaffali vuoti. Il cibo e il petrolio, il cibo è il petrolio

  1. Pingback: Supermercati, lo choc degli scaffali vuoti. Il cibo e il petrolio, il cibo è il petrolio « BIT Budrio in Transizione

  2. Antonella scrive:

    Finchè la gente a catanzaro vuole bere acqua delle dolomiti, a milano mangiare broccoli di taranto, e a ferrara confezionare cotechini di maiali allevati a cuneo, tutto questo schifo di INUTILI camion continueranno a rotolare su e giù per l’italia bruciando milioni di litri di gasolio.

    la soluzione è creare biodiversità in ogni regione e riscoprire la filosofia del chilometro zero. punto.

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>