Sorpresa! La tartaruga gigante non è estinta ma ha traslocato e si nasconde

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Il grande Charles Darwin sarebbe probabilmente contento: una delle “sue” tartarughe giganti delle Gapalagos non si è estinta da oltre un secolo e mezzo, come comunemente si credeva. Però ha fatto trasloco e – pur avendo rispettabilissime dimensioni (pesa 4 quintali) – non si è mai lasciata trovare dai ricercatori.

La tartaruga rediviva in questione si chiama Chelonoidis elephantopus. Nessuno l’ha vista, ma ci sono i suoi figli. Sono ibridi – 84 ibridi di prima generazione – con un’altra tartaruga gigante delle Galapagos, la Chelonoidis becki. Alcuni sono molto giovani, segno probabile che il genitore Chelonoidis elephantopus è tuttora vivo e vegeto.

Però Chelonoidis elephantopus abitava solo sull’isola Floreana, mentre i suoi discendenti ibridi sono su un’altra isola dell’arcipelago delle Galapagos, la Isabela, che è invece patria della Chelonoidis becki.

Come hanno fatto le tartarughe ad arrivare lì? I ricercatori hanno una risposta anche per questo: le ha portate l’uomo.

Quando nel 1835 Charles Darwin visitò le Galapagos, rimase affascinato dal fatto che ogni isola dell’arcipelago era abitata da popolazioni di tartarughe giganti distinte fra loro per la sagoma del carapace, meglio conosciuto come guscio o corazza. Fu uno degli elementi in base ai quali formulò la teoria evoluzionistica.

Darwin però non fece in tempo a vedere le tartarughe dell’isola Floreana che oggi chiamiamo Chelonoidis elephantopus e di cui ora sono stati ritrovati i discendenti ibridi: vide solo il loro guscio.

Le Galapagos, ai tempi di Darwin, erano state scoperte da tre secoli circa, e in questo lasso di tempo i marinai avevano mangiato un enorme numero di tartarughe giganti.

Funzionava così: facevano scalo in una delle isole, catturavano i bestioni e li portavano a bordo delle navi. Gli animali erano in grado di sopravvivere senza cibo e senz’acqua anche per un anno, e fungevano da riserva di carne fresca.

La scoperta dei discendenti della Chelonoidis elephantopus in un’isola diversa da quella originaria è spiegabile con il fatto che alcuni individui siano stati abbandonati sulla spiaggia, o gettati a mare vicino a riva.

E’ questa l’ipotesi, almeno, degli scienziati guidati da Ryan Garrick (Università di Yale) che ha reso nota al mondo la scoperta degli ibridi attraverso un saggio pubblicato ieri sulla rivista scientifica Current Biology.

I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue a 1600 tartarughe giganti dell’isola Isabela (dove già si erano individuati 11 individui con materiale genetico contenente l’impronta della varietà proveniente dall’isola Floreana): le analisi hanno mostrato tutta una storia di incroci e reincroci, e soprattutto hanno mostrato che 84 esemplari ibridi hanno come genitore un Chelonoidis elephantopus purosangue.

Non solo: 30 degli 84 ibridi hanno meno di 15 anni. Sono praticamente bambini, dato che questi animali possono vivere cento e più anni.

E’ il segno, che il padre (o la madre) Chelonoidis elephantopus è verosimilmente vivo e vegeto: anche se molto ben nascosto.

Su Current Biology la riscoperta genetica di una tartaruga gigante delle Galapagos creduta estinta

Il comunicato stampa dell’Università di Yale le analisi genetiche rivelano che una tartaruga creduta estinta è ancora viva

Via e foto Physorg

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