Si scrive: fracking. Si legge: scassare e avvelenare in profondità la crosta terrestre per estrarre lo shale gas, cioè il gas metano intrappolato nelle rocce.
Finora è stato soprattutto un problema statunitense e canadese: comunità locali inviperite per l’acqua contaminata e-o per terremoti avvenuti in zone tutt’altro che sismiche.
Ma ora il fracking sbarca – vorrebbe sbarcare – nell’Unione Europea, per la precisione in Bulgaria: la Chevron ha ottenuto la licenza per cercare shale gas nella zona di Dobrudzha (Nord Est del Paese), e il Governo dice che in questo modo si ridurrebbe la quasi completa dipendenza dal gas russo.
Solo che i bulgari non paiono per niente d’accordo, e nel fine settimana le proteste hanno riempito le piazze.
Il trattamento inflitto alle profondità della crosta terrestre per estrarre lo shale gas è per certi versi analogo a quello cui vogliono sottoporre il vulcano Newberry: si trivella un pozzo tipo quelli per il petrolio (per un buon tratto però di solito orizzontale o quasi) e si pompa dentro acqua, per indurre le rocce a spaccarsi liberando il gas.
Però all’acqua sono aggiunte sostanze che vogliono facilitare il, diciamo, sereno distacco fra gas e rocce. Parte di queste sostanze è tossica e-o cancerogena. Fin dove si diffondono nel sottosuolo che viene spaccato, e fin dove si diffonde il metano che si libera?
In America varie comunità locali sono convinte che in seguito al fracking la loro acqua – i pozzi e le falde da cui si attinge per bere ed irrigare i campi – sia diventata inquinata, piena di metano (molte persone hanno riferito di acqua che prende fuoco); le società che estraggono il gas, di norma, rispondono che l’acqua era sporca anche prima, e insomma: voglio solo tratteggiare il quadro generale, non scendere nei dettagli delle varie questioni in corso.
Sempre a proposito di acqua: per praticare il fracking bisogna estrarre, usare e inquinare enormi quantità di acqua dolce, l’elemento più prezioso e sempre meno abbondante su questo pianeta.
Credo che siano chiari i motivi per cui i bulgari sono scesi in piazza nel fine settimana. Il gruppo Fracking Free Bulgaria dice di aver ottenuto dal presidente del Parlamento, Tsetska Tsacheva, la promessa che i legislatori esamineranno l’opportunità di istituire una moratoria all’estrazione dello shale gas. Un provvedimento del genere è già in vigore in Francia.
Su Afp migliaia protestano in Bulgaria contro il fracking
Il fracking su English Wikipedia
Foto darthpedrius









@maria:
niente da dire sullo shale gas, sicuramente uno scempio ambientale e sanitario a seguire… vorrei solo far notare che se uno dice no al carbone, no al nucleare e adesso anche no al gas… l’eta’ della pietra e’ garantita… dato che fotovoltaico e eolico non saranno mai in grado di fornire la quantita’ di elettricita’ di cui abbiamo bisogno a livello globale.
Altra cosa… nei tuoi articoli precedenti, sull’acqua… dici questo
“L’acqua dolce è solo il 2,5% del totale. Di essa, il 68,7% è nei ghiacci, anch’essi sostanzialmente inutilizzabili, e il 30% circa nel sottosuolo.”
CHe sembra che non resti nulla… ma ti invito a informarti su quanta acqua dolce ci sia nei laghi del pianeta, sensa bisogno di toccare ghiacci (ant)artici e/o ghiacciai alpini (che si sciolgono gia’ per conto loro abbastanza velocemente).
Domanda: solo nei grandi laghi USA e nel lago Baikal (la riserva d’acqua dolce piu’ grande al mondo) ci sono quanti km cubici di H2O?
Roberto
Risposta: X=22671 km cubici solo per i grandi laghi, piu’ 23615 km cubici per il Baikal. Fanno 100 litri/giorno/10 miliardi di persone per i prossimi ~ 130 anni… il che significa che l’acqua manca non perche’ non ce ne sia, ma solo perche’ non la si vuole distribuire dai luoghi dove c’e’ a quelli dove non c’e'… si preferisce spedire bottiglie di Evian via aereo da un continente all’altro piuttosto che spedire navi piene d’acqua nei continenti/paesi poveri. Purtroppo all’ignoranza e alla inettitudine dei politici non c’e’ soluzione.
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