Naufragio Costa Concordia, il decreto rotte è in alto mare. L’Unesco sgrida l’Italia

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Dopo il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio i politici hanno tuonato molto forte a proposito di un “decreto rotte” per proibire la nefasta prassi dell’ “inchino” alle navi da crociera.

Hanno tuonato così forte che probabilmente mezza Italia considera il provvedimento ormai approvato. Però si sono totalmente dimenticati di farlo per davvero. Le navi da crociera, se vogliono, possono tuttora passare a Venezia perfino nel canale della Giudecca e di fianco a San Marco.

Cosi ieri l’Unesco ha mandato al ministro dell’Ambiente Clini una lettera molto garbata nei toni, ma che nella sostanza farebbe arrossire un pomodoro.

Dice: è urgente togliere le navi da crociera dalla laguna di Venezia. Almeno di lì, mi sentirei di chiosare.

In effetti, le navi da crociera devono essere un luogo ben strano. I passeggeri vivono in un mondo galleggiante totalmente a sè, fatto di lusso e comfort, e vengono incidentalmente trasportati accanto ai luoghi più belli dell’arte e della natura, limitandosi – il più delle volte – a guardarli dal mare.

Almeno, che questi posti li vedano ben ben da vicino: donde gli “inchini” ai tratti di costa particolarmente pittoreschi e perfino ai faraglioni di Capri.

Manovre pericolose, l’isola del Giglio insegna. Però l’ultimo Consiglio dei Ministri, pur avendo dichiarato lo stato di emergenza al Giglio, non si è occupato del tanto sbandierato “decreto rotte” che avrebbe dovuto tenere le grandi navi lontane dalle zone particolarmente vulnerabili e delicate. Come scrive Ansa,

Si è convenuto, come previsto dalle leggi esistenti, di disciplinare la materia con un decreto interministeriale Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti e Ambiente

Ovvero, campa cavallo. Anzi: cavalluccio marino. Per cui ieri l’Unesco ha scritto al ministro Clini dicendo che il naufragio della Costa Concordia rinnova le preoccupazioni di vecchia data a proposito dei rischi procurati a Venezia e al bacino di San Marco dal passaggio delle grandi navi.

La lettera, dice il comunicato stampa dell’Unesco, incita il Governo italiano ad agire rapidamente per mettere a punto rotte alternative attorno a Venezia, dove le navi da crociera risultano particolarmente dannose per la fragile struttura della città.

Infatti il loro passaggio provoca lo spostamento di masse d’acqua che erodono le fondazioni degli edifici e contribuisce all’inquinamento. Inoltre ha un impatto sul paesaggio, dal momento che la loro mole fa sembrare piccoli i monumenti del centro storico.

Il comunicato stampa dell’Unesco dopo il disastro della Costa Concordia l’Unesco chiede restrizioni al passaggio a Venezia delle navi da crociera

Su Ansa che fine hanno fatto le norme anti inchino

Foto TracyElaine

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