Giusto per completare il discorso, vi lascio il link (in fondo, come sempre) al testo completo dello studio condotto dalle autorità sanitarie francesi secondo il quale i casi di leucemia infantile attorno alle centrali nucleari nel periodo 2002-2007 sono stati il doppio di quelli statisticamente attesi. E’ on line sull’International Journal of Cancer.
L’abstract sottolinea due punti. Primo, uno studio analogo condotto nel 1990-2001 non ha mostrato aumenti delle leucemie, e se si tiene conto dell’intero periodo 1990-2007 le anomalie statistiche si azzerano.
Inoltre – secondo punto – non si sa quale sia la causa della maggior indicenza di leucemia: non si sono notate correlazioni con il rilascio di emissioni da parte delle centrali nucleari. Per cui gli autori invocano cautela scientifica (ben raramente tuttavia gli scienziati omettono questo punto) e la necessità di ulteriori studi per identificare il nesso causale.
Fin qui lo studio francese. Volendo andare oltre, si può ricordare quanto pubblicato nel 2009 dalla rivista scientifica Enrvonmental Health, che riesaminato tutti gli studi fino ad allora effettuati a proposito della correlazione fra presenza di centrali nucleari e casi di cancro e leucemia nei bambini.
Alcuni di questi studi erano decisamente tranquillizzanti. Altri no. Secondo Environmental Health l’aumento dei tumori e delle leucemie nei bambini è emerso tutte le volte che i criteri di indagine erano accurati e il campione preso in esame era significativo.
Soprattutto, Enviromnental Ealth ipotizzava anche la causa: cioè l’elemento mancante nello studio francese.
Scriveva la rivista: le emissioni radioattive delle centrali nucleari sono basse, e ritenute non rischiose per la salute: però esistono, sono assorbite dalla madre ed incorporate dall’embrione.
E’ possibile perciò che la maggiore incidenza di cancro e leucemia nei bambini sia dovuta al fatto che i tessuti dei feti e dei neonati hanno una sensibilità alle radiazioni diversa rispetto ai tessuti degli adulti.
Sull’International Journal of Cancer leucemia infantile accanto alle centrali nucleari francesi









@maria:
commento questo tuo secondo messaggio sullo studio francese, i toni del primo erano, francamente, disgustosi, mi sono trattenuto. Qui vedo che hai un po’ abbassato i toni, quindi dico la mia.
1) La prima parte/meta’ del tuo testo, fino a “nesso casuale”, e’ corretta: lo studio prova, grazie all’utilizzo per la prima volta di un sofisticato algoritmo che calcola la dose ricevuta da tutti i soggetti dello studio tenendo conto della dispersione dei venti, che NON c’e’ correlazione fra la distribuzione delle emissioni e le leucemie in aumento. Nota che non e’ la prima volta che questo accade: in passato, ed e’ facile trovarli, ci sono stati studi simili che hanno trovato un aumento di leucemie attorno a cantieri di centrali mai finite (e che, quindi, non possono mai aver emesso radiazioni), o attorno a cantieri di altro tipo (terminali petroliferi in Scozia, per esempio). Le ipotesi avanzate, e anche qui si trovano molti articoli, sono quelle del “population mixing” (citato nel testo di questo studio francese, il giorno che lo leggerai tutto lo potrai verificare… l’abstract da solo non basta!).
La seconda parte del tuo testo, invece, continua con imprecisioni e affermazioni dettate dalla tua posizione ideologicamente prevenuta verso la tecnologia nucleare.
Environmental Health, nel 2009, NON ha riesaminato gli studi… ha semplicemente pubblicato un “commentary” (cioe’ neanche uno studio di quelli normali, e’ una specie di “lettere dai lettori”)…. commentary scritto da un noto anti-nuclearista, Ian Fairlie (basta leggere la sua bibliografia scientifica per rendersene conto):
http://www.ianfairlie.org/publications/
Fairlie si limita a proporre UNA IPOTESI, cioe’ quella che i feti/bambini piccoli sarebbero piu’ sensibili alle radiazioni… che e’ cosa nota… quello che e’ anche noto, pero’, e’ che le emissioni delle centrali nucleari sono una frazione piccolissima delle emissioni naturali, e quindi non potrebbero mai giustificare, per esempio, UN RADDOPPIO dei casi come quello osservato nello studio francese.
Nello studio, non nell’abstract… la sola cosa che tu hai evidentemente letto, dicono chiaramente che le emissioni sono da 1/1000 a 1/10000 di quelle naturali!
Se l’ipotesi di Fairlie fosse corretta, i bambini svizzeri, che nascono e vivono in un paese ove la dose media naturale e’ di piu’ di 5 mSv/anno, dovrebbero avere un tasso di leucemie infantili triplo di quello dei bambini francesi, che in media ricevono fra 1 e 2 mSv/anno… anche tu che sei faziosa e prevenuta sarai daccordo con me che questo non e’ vero, spero… o devo postare i dati di incidenza di leucemie in FR e CH?
Concludendo: questo studio epidemiologico francese prova esattamente il contrario di quello che cerchi di sostenere tu: prova che le cause delle leucemie in eccesso sono da ricercare altrove, NON nelle emissioni delle centrali… tra l’altro nello studio elencano alcune di queste possibili cause.
Roberto
“commentary scritto da un noto anti-nuclearista, Ian Fairlie (basta leggere la sua bibliografia scientifica per rendersene conto)”
Non so se te ne sei accorto, ma con questo hai anche ammesso la verità uguale e contraria: visto che i tuoi commenti sono scritti da un noto filo-nuclearista, meglio prenderne le distanze
Molti dei tuoi commenti mi sembrano discutibili. Questo suscita una franca risata e basta
@maria:
bizzarro modo di ragionare hai… metti i miei commenti qui su blogeko allo stesso livello dei commenti di Fairlie su una rivista specializzata…
Io mi limito a constatare che l’epidemiologo Ian Fairlie ha pubblicato praticamente solo articoli, studi e commenti contro il nucleare. A decine. Dimostrami che non e’ vero, e cambiero’ idea, non ho paraocchi ideologici da togliere, cara!
Quanto alla risata… sai quel famoso detto?… “abbonda sulla bocca degli…?”
Roberto
@maria:
ah… dimenticvavo: io l’articolo dei francesi l’ho letto tutto, prima che fosse pubblicato. Se vuoi una copia non hai che da chiedere, dimmi dove mandarla e lo faccio subito, cosi’ puoi controllare da te.
Roberto
Proprio perchè a questo mondo c’è poco da ridere, e rido di rado, ho apprezzato l’autentica occasione di buonumore che tu mi hai fornito
@maria:
se vuoi continuare a ridere…
http://www.journaldelascience.fr/environnement/interviews/un-taux-de-leucemie-infantile-anormalement-eleve-autour-de-10-centrales-nucleaires-francaises-2507
Roberto
Per maria (quanto a robertok lasciamo perdere. È un caso irrecuperabile. Dice di essere aperto e di essere disposto a cambiare idea ma quando si citano gli studi che contraddicono il suo dogma, lui li legge a modo suo, deducendo che dimostrano il contrario! Lasciamo perdere)
“The National Academy of Sciences predicts increased cancer risk from exposures below 20 mSv/y.
Research published since the Academy’s last report in 2006 corroborates that prediction.
Recent research also suggests the Academy’s risk model may underestimate cancer risk.
Recent research also finds that radiation exposures below 20 mSv are associated with genetic damage.
Therefore, both historical and cutting-edge scientific research consistently demonstrate that Japan’s allowance of 20 millisieverts per year is not safe.”
http://dels-old.nas.edu/dels/rpt_briefs/beir_vii_final.pdf