Le malattie dell’uomo e degli animali domestici ora contagiano foche e balene

feb  12
23

I mammiferi marini nuotano fra gli agenti patogeni propri degli animali domestici, che dalla terraferma sono passati anche in mare. L’autopsia sulle carcasse rinvenute in spiaggia mostra che nel 40% dei casi la causa della morte è stata una malattia infettiva, spesso causata da agenti geneticamente simili o identici a quelli che si ritrovano sugli animali da compagnia e da allevamento.

Otarie di mare, foche grige, balene, delfini… Il dato discende dall’esame di 5.000 animali trovati morti dal 1998 al 2010 lungo le coste nordamericane bagnate dall’oceano Pacifico.

Però gli animali non conoscono confini, e le malattie infettive nemmeno. Il campanello d’allarme non ha un significato solo locale. E soprattutto questo – diciamo – serbatoio marino di malattie legate alle attività umane può ripercuotersi sugli animali di allevamento della terraferma.

La notizia è emersa pochi giorni fa dall’incontro annuale dell’AAAS, American Association for the Advancement of Science svoltosi a Vancouver, in Canada; ne hanno parlato due scienziati dell’Università della Columbia Britannica, Stephen Raverty e Michael Grigg, insieme ad esperti del California Department of Fish and Game.

Ad esempio, negli animali morti è stato trovato il Neospora caninum, che causa aborti nelle mucche e disturbo ossei e muscolari nei cani. Oppure l’agente della toxoplasmosi, o ancora il fungo tropicale Cryptococcus gatti, tipico degli alberi di eucalipto in decomposizione.

Gli esperti chiedono una migliore gestione e un monitoraggio degli scarichi, per evitare che tossine e agenti patogeni finiscano in mare.

Dicono che i mammiferi marini morti per malattie “terrestri” rappresentano il campanello d’allarme, il canarino nella miniera: la condivisione del medesimo ambiente inquinato provoca l’aumento dei rischi per la salute di uomini, animali domestici e mammiferi marini.

Il comunicato stampa sul sito dell’Università della Columbia Britannica i mammiferi marini nuotano in mari “ammalati” di agenti patogeni terrestri

L’incontro annuale dell’ American Association for the Advancement of Science

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