Le foto più ravvicinate mai scattate ad una tribù che vive in isolamento totale

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No, adesso non c’è dubbio: non è meglio vivere come loro.

Non mi sento in dovere di modificare le riflessioni che ho scritto un anno fa, quando Survival International (il movimento che si batte per i popoli tribali) ha diffuso le straordinarie foto e poi anche un filmato di una tribù amazzonica mai entrata in contatto con l’Occidente.

Però oggi c’è un fatto nuovo. Survival International ha pubblicato immagini di un’altra tribù incontattata, quella dei Mashco-Piro che vivono nel parco nazionale di Manú, in Perù. Le ha definite “le più nitide e ravvicinate fotografie che siamo mai state scattate a un gruppo isolato”.

E qui c’è il problema. E’ stato possibile scattare foto del genere perchè sempre più spesso i Mashco-Piro escono allo scoperto.

No no, non cercano affatto il contatto con la nostra cosiddetta civiltà. E’ la nostra cosiddettissima civiltà che – anche se loro non vogliono – li incalza e li va a disturbare.

L’esistenza dei Mashco-Piro è ben nota da tempo; negli ultimi mesi tuttavia gli avvistamenti accidentali dei membri di questa tribù isolata si sono moltiplicati.

Scrive Survival: a detta di molti, a costringere gli Indiani ad allontanarsi dalla foresta sarebbero il disboscamento illegale in atto dentro e fuori del parco e i sorvoli a bassa quota legati ai progetti di sfruttamento di gas e petrolio.

A riprova del fatto che i Mashco-Piro non hanno nessuna intenzione di entrare in contatto con noi, Survival cita la freccia avvelenata con cui recentemente è stato ucciso Nicolás “Shaco” Flores, un uomo della tribù Matsigenka che voleva entrare in contatto con i Mashco-Piro.

Ovvero: loro vorrebbero proprio essere lasciati in pace. Però – fra disboscamento e petrolio – noi non diamo loro pace.

Sono un centinaio le tribù che, in tutto il mondo, preferiscono continuare a vivere isolate come i Mashco-Piro. Sul sito di Survival è possibile firmare una petizione che chiede al Governo peruviano di proteggerli e rispettarli.

L’incontro dell’Occidente con altre culture è distruttivo. Per queste ultime, s’intende.

Basti pensare a cosa è successo ai popoli caraibici (e, più in generale, a tutti i popoli indigeni americani) dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo: fu più o meno come se una flottiglia di Ufo con a bordo extraterrestri potentissimi e rapaci atterrasse in una nostra città.

E poi, ammesse e non concesse le migliori intenzioni e l’assenza di pressing a base di disboscamento e progetti petroliferi, c’è il problema delle malattie. Quella che per noi è una banale influenza diventa un’epidemia distruttiva per sistemi immunitari mai venuti a contatto con virus di quel tipo.

Vale anche il contrario, ovviamente: ma noi abbiamo tutto un armamentario di medicine. Noi: non loro.

Su Survival International nuove sorprendenti foto di una tribù isolata, anche nell’edizione italiana del sito

Le foto sono © D.Cortijo/uncontactedtribes.org

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