La città durante il blocco dei tir. Fare a meno di tante cose vivendo meglio

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Torno su blocco dei tir per condividere con voi le riflessioni che sono venute a galla oggi, giornata in cui ho fatto una full immersion nel traffico di Torino. Rigorosamente a bordo di mezzi pubblici, come sempre, dal momento che non possiedo un’auto.

Scenario generale. Si comincia a risentire del mancato arrivo dei rifornimenti. La città funziona come sempre, ma non è per niente facile trovare la frutta e la verdura. Sia chiaro, qui non stiamo mica morendo di fame: però non è tutto normale.

Eppure – vorrete mica impiccarmi con le mie stesse budella se lo scrivo? – ringrazio gli scioperanti perchè oggi, muovendomi nelle strade di Torino, ho constatato che è possibile fare a meno di tante cose senza patirne, e anzi vivendo meglio rispetto ai giorni “normali”.

Nel centro della città non ho visto marmellata di auto abituale. I grandi viali erano perfettamente scorrevoli. Una situazione da metà agosto o da tardi Anni 70, se ve li ricordate. Bastava praticamente un amen per arrivare in qualsiasi luogo.

L’autobus suburbano (abito in seconda cintura) che di solito ansima negli ingorghi oggi correva come un ragazzino. Il 20-25% del tempo in meno ad andare, altrettanto a tornare. Una pacchia mai vista, una benedizione.

Eppure i benzinai erano aperti e funzionavano normalmente: in tutta la giornata ho visto una e una sola pompa chiusa (ma magari era semplicemente guasta), e nelle altre neanche l’ombra di una coda.

E’ come se la gente avesse già fatto il pieno e si tenesse ben ben stretta la benzina. Non so, magari ci sono anche altre spiegazioni: ma a me non ne sono venute in mente di migliori.

Eppure, lo ripeto, verdura a parte la città oggi funzionava in modo del tutto normale. Sarà anche vero che è diminuito il traffico legato al lavoro perchè è diminuito il lavoro: ma il ragionamento valeva anche prima dello sciopero. Oggi invece la situazione era del tutto eccezionale.

Vuol dire che una città può svolgere tutte le sue funzioni anche con meno traffico privato: con meno auto che inquinano, strombazzano, intasano e consumano risorse.

Una parte degli spostamenti in auto è praticamente inevitabile, lo so benissimo, perchè case, capannoni, uffici e centri commerciali sono scriteriatamente spalmati in posti non serviti da mezzi pubblici e in cui altrimenti non andrebbe nessuno.

Ma oggi sono tornata a casa con la consapevolezza (salvo smentite) che un 20-25% del traffico di un giorno “normale” in realtà è assolutamente evitabile e inutile. Voluttuario come le fragole portate in tavola a Natale.

E’ salutare essere consapevoli che si può fare a meno di determinate cose senza patirne. E dunque per ora grazie, autotrasportatori. Mi riservo di cambiare idea se mancheranno cose come le medicine, gli alimenti per i neonati, la benzina per i medici e i mezzi pubblici: ciò che insomma è di importanza davvero vitale.

Su Torino Today aperti i benzinai e vuoti i mercati

Su Il Fatto Quotidiano tir, terzo giorno di sciopero

Su Tiscali cronaca tir, sale la tensione. Forconi in piazza a Palermo

Foto FrauBlucher

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3 risposte a La città durante il blocco dei tir. Fare a meno di tante cose vivendo meglio

  1. Pierluigi scrive:

    la civilta’ del petrolio e’ la piu’ grande oscenita’ mai apparsa nell’universo.
    quando tutto questo scempio automobilistico sara’ finito, e torneremo a vivere nei limiti della natura, purtoppo ci restera’ l’eredita’ pesantissima di questa follia collettiva… il collasso degli ecosistemi, da cui non ci riprenderemo mai piu per il resto della storia di questo pianeta.

  2. Luigi Di Pasquale scrive:

    Francamente si può fare già a meno del petrolio, basterebbe usare la testa e indirizzare la popolazione mondiale verso la vera valida tecnologia. Pannelli solari che caricano batterie per auto. Niente più puzza di gasolio in giro, aria pulita e soddisfazione personale! Pensate che mondo sarebbe senza politici pagati a 30.000 euro al mese e senza automobili che vanno a benzina! Anche meglio se senza automobili e basta ;)
    Una goduria immonda! :) )

  3. Pingback: Auto elettrica alimentata dai pannelli solari. | Quaderni socialisti

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