Per fortuna cominciano a diffondersi. Non parlerò mai abbastanza dei negozi che vendono merci sfuse, senza imballaggi: non solo i detersivi, ormai quasi onnipresenti, ma un vasto assortimento di prodotti alimentari e non.
Sono confezionati al massimo in un sacchetto di carta, spesso vengono inseriti nella bottiglia o nel contenitore portato dal cliente.
Pensate ai vantaggi per l’ambiente: azzerati l’inquinamento e il consumo di risorse necessari per produrre gli involucri, per portarli in discarica e per smaltirli o (nel migliore dei casi) per immetterli nuovamente nel circuito dei consumi attraverso la raccolta differenziata e il riciclaggio.
Ci guadagna il pianeta, ci guadagna il portafoglio: ho trovato un video che fa i conti della spesa al centesimo, comparando gli acquisti in un supermercato e in un negozio di sfusi. Guardate.
Io ho parlato, a suo tempo, dei primissimi inaugurati in Italia: il Negozio Leggero a Torino, Effecorta a Capanori (Lucca), Pesonetto a Pesaro.
Molti altri ne sono arrivati in seguito: è fiorito addirittura il business legato alla vendita dei contenitori e dei dispenser per arredare i negozi, ho trovato un sito che fornisce tutte le attrezzature e promette aiuto per aprire un punto vendita di sfusi con un investimento sotto i 5.000 euro. Non metto il link perchè non mi piace far pubblicità e perchè, ad occhio, le cose mi sembrano un filino più complicate.
Ho scartabellato invano su internet per cercare un sito che raggruppi tutti i negozi di sfusi d’Italia. E dunque bisogna procedere col fai-da-te: se qualcuno vuole inserire nei commenti gli indirizzi di sua conoscenza, credo che farà cosa gradita.









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