Ecatombe di termometri a Fukushima. La Tepco, la società proprietaria della centrale nucleare, ha rilevato che sono inaffidabili 8 dei 41 termometri applicati sul reattore 2 (in realtà sono termocoppie, apparecchiature dal funzionamento più complicato).
Inaffidabile anche il famoso termometro che aveva mostrato un aumento della temperatura incompatibile con la sedicente condizione di cold shut down (arresto freddo, stabile e sicuro) attribuita all’impianto in dicembre.
Come rileva il quotidiano giapponese Mainichi Daily News, l’inattendibilità dei termometri solleva degli interrogativi sulla condizione di arresto freddo della centrale, visto che l’arresto freddo stesso fu dichiarato in base ai dati forniti dai termometri dell’impianto.
E lo Xenon radioattivo trovato nel reattore 2? C’è una spiegazione anche per questo.
Lo Xenon radioattivo si produce in seguito alla fissione nucleare dell’uranio, e la sua presenza pareva suffragare l’ipotesi che l’aumento della temperatura nel reattore (così come indicato dal termometro poi dichiarato rotto) fosse segno della ripresa delle reazioni nucleari.
Tuttavia lo Xenon radioattivo è stata dichiarato irrilevante, dal momento che ce n’era poco: come si legge in uno degli ultimi comunicati stampa della Tepco, le analisi dell’altro ieri hanno stabilito che l’isotopo Xenon 135 è al di sotto del limite strumentale (fissato però ora ad una soglia più alta, aggiungo io, rispetto a quando lo si era trovato).
E’ al di sotto anche della concentrazione di 1 becquerel per centimetro cubo di aria, ritenuta la soglia oltre la quale indica reazioni nucleari in corso.
In ogni caso – altra cosa che si evince dallo stesso comunicato stampa della Tepco – l’acqua di raffreddamento gettata nel reattore 2 non è stata ridotta: si tratta sempre di 17,4 tonnellate all’ora.
Ovvero è sempre in atto il potenziamento del raffreddamento (25-30% circa) deciso all’inizio del mese in conseguenza dell’aumento della temperatura indicata dal termometro poi dichiarato rotto.
Il flusso d’acqua verrà diminuito “appena saremo pronti a farlo”, si legge in un altro comunicato stampa della Tepco.
Continuare a buttare tanta acqua nel reattore non è una decisione che si può prendere a cuor leggero, e la Tepco lo sa benissimo: quell’acqua diventa tremendamente radioattiva e si accumula negli scantinato di Fukushima, ponendo notevoli problemi di gestione, decontaminazione e smaltimento.
Quanto ai termometri, è impossibile sostituirli o ripararli: la radioattività è troppo elevata per effettuare un’operazione del genere.
La Tepco dice che dedurrà le condizioni del reattore 2 dalla lettura dei termometri superstiti e dalla misurazione della radioattività nell’aria.
Su Ex-Skf Fuhushima, sono inaffidabili 8 dei 41 termometri applicati sul reattore 2
Sul Mainichi Daily News l’inattendibilità del termometro mette in dubbio i dati sulla temperatura del reattore
Su Nhk la Tepco riferisce al Governo a proposito dei termometri
I comunicati stampa della Tepco: la situazione di Fukushima il 16 febbraio e l’iniezione di acqua di raffreddamento (17 febbraio)









ciao
Una piccola precisazione sulle misure di temperatura dalla TEPCO.
Le termocoppie sono dei sensori di temperatura robusti ed affidabili a patto che vengano usati entro i limiti nominali del loro campo di funzionamento.
La TEPCO, supponendo ottimisticamente che un melt-down non sarebbe mai accaduto, ha installato a Fukushima i sensori di temperature più economici in assoluto che si potessero repire sul mercato: le termocoppie Rame-Costantana.
Questo tipo di termocoppie ha un range di funzionamento che va da -200 °C fino a +400 °C. Ora, avendo il corio quasi certamente forato il fondo del PV, va da se che la temperatura limite di 400 °C è stata ampiamente superata.
Termocoppie tip B (Platino-Rodio) sono molto più costose ma possono arrivare anche a 1800 °C. Se la TEPCO avesse usato quelle, allora ci sarebbe stata qualche speranza di sopravvivenza dei sensori in caso di melt-down/through.
Ma come è tipico dell’industria nucleare (e dell’industria pesante in generale) si assume sempre che certe cose non possono accadere, quindi non ci si attrezza mai di conseguenza (come dimostra anche il fatto che sul fondo dei PV non è stato previsto il core-catcher).
Le termocoppie, inoltre non sono strumenti di misura assoluti ma relativi. Questo significa che hanno bisogno di un secondo sensore (questa volta assoluto) per poter dare misure corrette. La TEPCO non da praticamente NESSUNA informazione su questo secondo sensore. Si limita a dire che un certo numero di termocoppie possono essere usate “con il circuito equivalente” (che vuol dire? Si riferiscono al “circuito equivalente” di riferimento, cioè al secondo sensore di temperatura? Non lo specificano), altre NON possono essere usate con il circuito equivalente (il mistero si infittisce. Che significa? Che è rotto anche il sensore di temperatura di riferimento?) e che solo alcune termocoppie possono essere usate direttamente (ancora più oscuro! SENZA sensore di riferimento?)
Non starò a scendere nei dettagli su come possono danneggiarsi delle termocoppie esposte a temperature molto al di là dei loro limiti nominali di funzionamento, ma mi sembra evidente che tali misure non possono essere attendibili.
Sarebbe opportuno che qualche giornalista con competenze tecniche specifiche sull’uso delle termocoppie come sensori di temperatura interroghi la TEPCO perché così come forniti, questi dati, non hanno alcun senso (e quindi anche la dichiarazione di arresto a freddo, basata su strumenti danneggiati – tutti, non solo 8 – non ha senso)
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sssb, è molto interessante quello che hai scritto. Se riesci ad aggiungere i link con le fonti delle informazioni ci faccio un post.
Mi pare che tu ti intenda di termocoppie. Se riesci anche a postare un buon link che ne spieghi il funzionamento ai non addetti ai lavori…
Grazie!
@maria:
“Mi pare che tu ti intenda di termocoppie. Se riesci anche a postare un buon link che ne spieghi il funzionamento ai non addetti ai lavori…”
http://it.wikipedia.org/wiki/Termocoppia
R.
Per i non addetti ai lavori Wikipedia va bene anche se l’aricolo italiano è un po’ troppo approssimativo. La versione inglese è già un po’ più completa e dà anche qualche accenno sui potenziali danni da temperature estreme.
Questo articolo ( http://www.omega.com/temperature/z/pdf/z021-032.pdf ) è molto più dettagliato ma già siamo un po’ oltre la soglia dei “non addetti ai lavori”. Qui si parla ampiamente delle varie tipologie di guasto e fonte di errore nella misura (che è quello che stavi cercando, mi pare)
Quanto alle “esoteriche” affermazioni della TEPCO, la fonte è il solito EX-SKF
http://ex-skf.blogspot.com/2012/02/fukushima-i-nuke-plant-reactor-2-rpv-8.html
P.S. sullo Xeno. La TEPCO a Novembre misura lo Xeno con una soglia di rilevamento pari a 10^-1 (e dice che non ce n’è). Poi usa una soglia di rilevamento di 10^-6 e trova lo Xeno, annunciando essa stessa, peraltro, che le reazioni nucleari potrebbero essere riprese (allarmismo?). Poi misura usando una soglia di 10^-5 e lo Xeno non c’è più (con Tepco che di conseguenza afferma che non erano reazioni nucleari ma Curio in decadimento spontaneo).
Ora usa una soglia di misura di 10^-3 e rileva Xeno in quantità dell’ordine di 10^-2 e dice che se fossero reazioni nucleari la temperatura sarebbe più alta.
Poi i sensori dicono che la temperature cresce ma la Tepco smette di misurare lo Xeno.
Ecc… ecc… ecc…
Qualcuno ci capisce qualche cosa? Che criteri usano quando decidono cosa/come misurare?
@ssbb:
“Le termocoppie, inoltre non sono strumenti di misura assoluti ma relativi. Questo significa che hanno bisogno di un secondo sensore (questa volta assoluto) per poter dare misure corrette.”
No. Puo’ bastare una calibrazione rispetto ad una temperatura nota… per esempio dell’acqua bollente, per quel che ne so in riva all’oceano giapponese bolle a 100C, come in riva al mare da noi.
Roberto
ssbb, il tuo commento era finito nello spam (credo che la piattaforma metta automaticamente nello spam tutto ciò che ha più di un link, tenetelo presente tutti quando scrivete qui) ma l’ho ripescato. Grazie, innanzitutto. Adesso mi leggo un po’ di roba.
La voce di Wikipedia Italia sulle termocoppie l’avevo vista, ma mi aveva lasciato ampiamente insoddisfatta. Ora provo gli altri link
@ssbb:
“Qualcuno ci capisce qualche cosa? Che criteri usano quando decidono cosa/come misurare?”
E’ semplice: TEPCO dovrebbe assumere un responsabile di PR con i controcollions e dare un calcio nel sedere a quegli ebeti che hanno adesso a libro paga.
Che i reattori siano tutti freddi e’ evidente, altrimenti sbufferebbero vapore e fumi come hanno fatto nelle prime settimane/mesi… ah, no… dalla regia mi dicono che il corio e’ gia’ a meta’ strada con… cosa c’e’ agli antipodi del Giappone?…
Roberto
P.S.: per un novizio l’articolo in Italiano di wikipedia dice tutto quello che serve sapere. Fili metallici sottilissimi e delicati, lungi decine di metri, saldati assieme in un punto, e collegati con delle spine particolari all’altro capo. Tutto li, ne’ piu’ ne’ meno, Seebeck ha fatto il resto decenni fa… niente da riscoprire o cose arcane. Sono delicate e sensibili, in quel casino che e’ la centrale dopo terremoto, tsunami, esplosioni di H2, dosi di radiazioni ionizzanti assurde, innondazioni con acqua salata (noto toccasana per le termocoppie, lo dicono su tutti i manuali di utilizzazione “ricordarsi di immetterle in acqua salata MOLTO calda e radioattiva ogni giorno”… cosa vorresti che facessero? E’ un miracolo vero e proprio che se ne sono rotte solo 8… a credere a ‘sti fessi di TEPCO…
No. Non basta “calibrarle” rispetto ad un’altra temperatura nota.
Sarebbe possibile, in linea di principio (ma molto di principio), ma solo come soluzione di ripiego in quanto darebbe risultati enormemente approssimativi, per non parlare poi del del fatto che il punto da immergere nell’acqua bollente, come dice R., sarebbe quello all’interno dei PV, possibilmente a contatto con il corio o almeno con l’acqua di raffreddamento, se vogliamo ritenere che le temperature lette siano di una qualche utilità. Chi ci va? Bisognerebbe tirar fuori le termocoppie dal pozzetto (ammesso che esista ancora), immergere il punto di giunzione in acqua bollente, aspettare che dalla sala controllo facciano la “calibrazione” (?), rimettere tutto come stava e andarsene? Chi lo fa?
Poi, come ho già detto, la lettura della temperatura è relativa e viene effettuata come differenza rispetto ad un altro punto la cui temperatura deve essere nota. I due fili sottili che cita R., uno di rame ed uno di costantana, come nel nostro caso, vanno collegati ad un misuratore di tensione la cui lettura, trasposta attraverso apposite tabelle dovrebbe darci la temperatura. Ora i morsetti degli strumenti di misura, in genere, sono in rame oppure rame stagnato, cosa che con il filo di costantana delle termocoppia stessa costituisce una seconda giunzione e questa giunzione, sempre per effetto Seebeck, introduce una sua differenza di potenziale. Se la temperatura di questa seconda giunzione “parassita” (per così dire) non è nota allora non è possibile usare le tabelle del NBS per la conversione Tensione/Temperatura. (Ecco perché i morsetti devono essere “particolari”. Devono essere dotati di un sensore di temperatura assoluto come un PTC o un NTC)
Da ciò si capisce anche che la “calibrazione” fatta con acqua bollente (o ghiaccio, sarebbe meglio, visto che le tabelle NBS riportano il coefficiente di conversione proprio in riferimento alla temperatura di 0 °C) avrebbe valore (ammesso che di un qualche valore si possa parlare) solo “una tantum” perché darebbe un indicazione (vaga) della temperatura alla giunzione di misura solo fintantoché la temperatura della giunzione “parassita” non varia, il che ci riporta al punto di partenza.
Resta quindi la domanda, anzi le domande? In che condizioni sono le giunzioni “secondarie” (quelle dei morsetti “particolari”)? A che temperatura sono? In che condizioni sono le termocoppie stesse? Come fanno a dire quali sono attendibili e quali sono guaste? Che cosa diavolo vuol dire la TEPCO quando parla di “circuito equivalente”?
Cercasi quindi volontari per andare a mettere le punte delle termocoppie nell’acqua bollente (o nel ghiaccio) oppure per chiedere alla TEPCO come diavolo fanno a misurare le temperature nei PV.
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