Bucata come un groviera. Gli incredibili regali dell’Italia alle trivelle e ai petrolieri

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A proposito di trivella facile, il Wwf ha preparato un dossier sugli incredibili regali che l’Italia fa ai petrolieri.

Il petrolio italiano è poco e di cattiva qualità, viene spesso estratto a ridosso delle coste e di aree urbanizzate o pregiate dal punto di vista ambientale (del resto lo Stivale è piccolo, dove non c’è l’uomo c’è la natura e viceversa). E’ pari a meno del 5% del fabbisogno nazionale di idrocarburi liquidi.

Però il territorio è bucato come un groviera, spiega il Wwf, perchè le royalities – le percentuali sugli utili versate allo Stato dalle compagnie petrolifere – sono molto, molto più basse rispetto al 20-80% generalmente praticato nel resto del mondo, e soprattutto in Italia non le paga quasi nessuno: ovvio che i petrolieri accorrano a frotte.

In base alle leggi italiane, sono esenti dal pagamento di aliquote allo Stato le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotte annualmente in terraferma; le prime 50 mila tonnellate di petrolio prodotte in mare; i primi 25 milioni di metri cubi standard di gas estratti in terra; i primi 80 milioni di metri cubi standard in mare.

Si pagano le royalities solo sul resto: l’aliquota in mare oscilla tra il 7% e il 4%, a seconda che si tratti di idrocarburi gassosi o liquidi; l’aliquota in terraferma è pari al 10% sia per gli idrocarburi liquidi sia per quelli gassosi.

Su 59 società che nel 2010 operavano in Italia, solo 5 pagano le royalties: ENI, Shell, Edison, Gas Plus Italiana ed ENI/Mediterranea idrocarburi.

Complessivamente l’anno scorso hanno pagato 184 e rotti milioni di euro, da suddividere fra Stato, Comuni, Regioni e fondo prezzi per il carburante.

Queste condizioni, diciamo, di favore esercitano un ovvio richiamo sui petrolieri. Al 31 dicembre 2010 erano vigenti 117 permessi di ricerca di idrocarburi (92 in terraferma e 25 in mare) e la bellezza di 198 concessioni di coltivazione (132 in terraferma e 66 in mare).

Complessivamente queste ultime hanno fruttato nell’arco dell’anno un volume di gas pari a 7,94 miliardi di metri cubi standard, e un volume di petrolio pari a 5,08 milioni di tonnellate.

Rappresentano, rispettivamente, il 12,4% e il 4,5% del fabbisogno nazionale di metano (l’Italia consuma in un anno 63,8 miliardi di metri cubi) e di idrocarburi liquidi (93 milioni di tonnellate il consumo annuo)

Il dossier del Wwf Italia, Far West delle trivelle e il comunicato stampa che lo accompagna

Foto giusorti

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