In Abruzzo un orso marsicano è morto stanotte dopo un vano tentativo di soccorso. Ne restano solo 40 o 50 esemplari, non abitano in nessun altro luogo al mondo. Trent’anni fa erano cento. Si riproducono felicemente, ma circa 100 esemplari sono stati uccisi negli ultimi quarant’anni .
Nessun indizio che l’animale sia stato investito o vittima di bracconaggio, scrive Gaia News, probabile un’infezione virale. Analisi e autopsia in corso: in ogni caso, visto il così esiguo numero di orsi superstiti, il fatto è grave. Personalmente, poi, non riesco a scacciare completamente il sospetto di avvelenamento.
Comunque vi racconto i fatti a partire dai comunicati stampa del Parco naturale regionale Sirente Velino, dove è stato trovato l’animale (sì: non era nel Parco nazionale d’Abruzzo) e dalle dichiarazioni che il direttore Oremo Di Nino ha rilasciato a Gaia News.
Solo due parole per inquadrare la situazione. Nel Sirente Velino, dice la scheda del parco, vivono 3-5 esemplari di orso marsicano.
A quest’ora dovrebbero essere tutti in letargo: il loro tuttavia non è un sonno ininterrotto e, come si legge sul sito del Parco d’Abruzzo, “mantengono un buon grado di reattività agli stimoli esterni e possono addirittura uscire fuori dalla tana durante le belle giornate invernali”
Ieri, dice il comunicato stampa del Sirente Velino, l’orso è stato visto “mentre si muoveva in modo strano e debole” nei pressi della Strada Provinciale 11 Sirentina.
Secondo il direttore del parco, “Non aveva una direzione sicura e vagava come se avesse ‘problemi mentali’. Aveva una serie di lacerazioni profonde lungo il collo, l’occhio e una parte del cranio, che probabilmente si era procurato grattandosi”.
Arrivati biologo, veterinario, Forestale e personale del Parco d’Abruzzo. L’orso è stato sedato e visitato: riscontrate “una generale compromissione delle funzioni vitali e una forte dermatite alla testa”.
L’animale, un maschio di 8 anni e di 150 chili di peso, è stato trasportato a Pescasseroli. Nonostante le cure, non ha superato la notte.
Fin qui i fatti. Però il tempo è incerto e freddo: non sembra normalisimo che un orso sospenda il letargo in giornate come queste – qualcosa o qualcuno lo ha disturbato? – e il disorientamento, i movimenti “strani e deboli” fanno pensare anche ad un avvelenamento, non solo a un virus.
Magari ho torto: ma i cento orsi uccisi in quarant’anni suggeriscono di fare un pensierino in questa direzione.
L’intervista al direttore del Silente Velino su Gaia News morto un orso marsicano, probabile infezione virale
I comunicato stampa del Parco naturale regionale Sirente Velino: ieri orso salvato, oggi decesso dell’orso
Foto Parco Abruzzo








