Viva la sporta. Sacchetti di plastica biodegradabile per la spesa, un falso mito

mar  11
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Legambiente ha presentato un rapporto sui rifiuti di plastica nel mare attorno all’Italia per fornire una stampella al pasticciato divieto di commercializzare sacchetti di plastica non biodegradabile.

Dei dati contenuti nel rapporto parlerò fra poco. Adesso mi preme sottolineare un’altra cosa.

Sia chiaro: voglio la sporta di tela, e non il sacchetto di plastica. Ma gli shopper biodegradabili che devono ora sostituire quelli rimasti in uso per tanti anni sono un falso mito ecologico.

Infatti non si disfano mica da soli se vengono abbandonati nell’ambiente o in mare. Il loro avvento, insomma, non cambierà le cose. E anzi, non vorrei mai che la gente, vedendo scritto “bio”, li lasciasse a cuor leggero in giro come se fossero torsoli di mela.

Il rapporto presentato ieri si intitola “L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino” ed è stato realizzato da Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) Toscana e dalla struttura oceanografica Daphne di Arpa Emilia Romagna su richiesta di Legambiente.

Come si legge nel comunicato stampa che lo accompagna, il rapporto “potrà essere un utile contributo per il Ministero dell’Ambiente che dovrà rispondere alla richiesta di chiarimenti della Commissione europea sul bando italiano degli shopper”.

I “chiarimenti” dovuti dall’Italia (se ne parlerà da lunedì, pare) riguardano due cose. Primo, il divieto doveva essere notificato all’Unione Europea e l’Italia non l’ha fatto. Secondo, non è possibile vietare in un paese Ue un imballaggio – le borse di plastica, appunto – ammesso nel resto d’Europa. Così dicono, per lo meno, i produttori di plastica.

Ed ecco quindi che Legambiente – area centrosinistra – va in soccorso del Governo di centrodestra. Meno plastica c’è in giro e meglio stiamo, su questo non c’è dubbio: tuttavia a mio parere le borse biodegradabili non sono affatto “bio”.

Dal punto di vista tecnico e burocratico, uno shopper è biodegradabile se di “disfa” all’interno degli impianti di compostaggio. Dove temperatura, pressione eccetera sono ben diversi rispetto alle naturali condizioni dell’ambiente. Ovvero, se lo si lascia in giro con ogni probabilità rimane tale e quale.

Significa che l’introduzione delle borse biodegradabili di plastica non contribuirà a risanare l’ambiente e il mare, e che l’unica è portarsi da casa una borsa di tela o anche un grande foulard per avvolgerci la spesa. Qualcuno lo dica a Legambiente, per favore.

Il rapporto di Legambiente “L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino” e il comunicato stampa che lo accompagna

Da La Stampa il Mare Mostrum ha sempre più plastica

Foto Flickr

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2 risposte a Viva la sporta. Sacchetti di plastica biodegradabile per la spesa, un falso mito

  1. Vadee scrive:

    l’unica soluzione è far pagare gli shopper almeno 0.30 €. allora sì…

  2. david c scrive:

    Avevo una busta di plastica biodegradabile in ufficio, per terra in un cantuccio
    Non so da quanto tempo era li’.Quando l’ho presa in mano mi si è sbricciolata in tanti pezzettini. Era come se fosse fatta di pasta frolla secca.

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