In Canada stanno cercando di creare una super ape particolarmente resistente alle morie che spopolano gli alveari. Usano un metodo che, se applicato su cani, gatti o cavalli, farebbe probabilmente inorridire.
Prendono delle api regine da alveari in buona salute, le sottopongono al contagio di virus e della varroa (un parassita che fino a qualche tempo fa non era considerato un grave problema ma che adesso contribuisce alle stragi: è il puntino indicato dalla freccia nella foto) e poi lasciano fare alla natura.
Le api che sopravvivono alle malattie vengono fatte riprodurre. E avanti così, generazione dopo generazione, per selezionare esemplari sempre più robusti. Servirà?
Gli scienziati non sono riusciti ad individuare una causa unica e precisa della scomparsa delle api: vengono chiamate in causa pesticidi, cambiamenti climatici, malattie… Sta di fatto che, nonostante virus e varroa, fino a qualche decennio fa le colonie non solo prosperavano, ma sopravvivevano anche senza grossi problemi all’inverno.
Adesso l’inverno è diventato un ostacolo molto duro. Le morie in media spazzano via l’85% delle api in Medio Oriente, il 30% in Europa e più del 30% negli Stati Uniti. Un bel guaio, perchè dall’impollinazione effettuata dalle api dipende un terzo dei raccolti. Un terzo del cibo che arriva sulle nostre tavole.
Molte dita accusatrici sono puntate sui pesticidi neonicotinoidi. In Canada tuttavia seguono la pista della varroa e dei virus, che risultano anch’essi implicati nelle stragi.
Staranno scuotendo il capo Marisa Valente e Renato Bologna, gli apicoltori che dal 3 luglio fanno lo sciopero della fame affinchè la Regione Piemonte elimini i pesticidi neonicotinoidi da quelli raccomandati nella lotta preventiva obbligatoria alla flavescenza dorata della vite.
Quando sono stata a trovarli, mi hanno spiegato che i neonicotinoidi, se non uccidono subito le api, le fanno rincoglionire (testuale), e non le mettono più in condizione di grattarsi come natura comanda per togliersi di dosso la varroa: cosa che in un tempo niente affatto lontano gli insetti facevano senza particolari problemi.
In Canada comunque provano a togliere di mezzo la varroa anche senza grattamenti. Hanno appurato che le api selezionate per resistere alla varroa e ai virus sono anche più resistenti ad altre avversità, e riescono a superare l’inverno in misura superiore al quelle “normali”.
La super ape può essere probabilmente una soluzione a breve termine per assicurare l’impollinazione di ciliegi, albicocchi eccetera. Però secondo me la radice delle morie sta nel deterioramento dell’ambiente: e infatti stanno sparendo anche le farfalle, le lucciole, gli uccelli insettivori…
E’ su questo punto, credo, che bisognerebbe incidere per salvare le api e le albicocche. E in ultima analisi anche noi uomini.
Su The Week le super-api sono in grado di risolvere la crisi alimentare?
Basta veleni, il sito dei due apicoltori che fano lo sciopero della fame contro i pesticidi neonicotinoidi
Foto Wikimedia









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