A quattro giorni dall’inizio, Fukushima valeva già mezza Chernobyl. Le emissioni di radioattività del disastro di Cherbobyl andarono avanti per 15 giorni: dal 26 aprile al 10 maggio 19866. Il disastro di Fukushima è iniziato 11 giorni fa e non se ne vede ancora la fine. Se già i primi quattro giorni furono una mezza Chernobyl, con i conti andate avanti voi: io non lo voglio pensare.
L’istituto centrale per la meteorologia e la geodinamica di Vienna (Zamg) ha appena pubblicato le prime stime sulla radioattività entrata nell’atmosfera dai reattori (e dalle piscine di scorie?) della centrale nucleare giapponese finita fuori controllo in seguito al terremoto e allo tsunami.
Si tratta di stime perchè – come ho abbondantemente scritto – le autorità giapponesi sono avarissime di dati. E il risultato è decisamente allarmante, seppur con tutti i distinguo del caso che ora mi appresto a fare.
In mancanza di dati sistematici provenienti dal Giappone, lo Zamg ha fatto i calcoli a partire dalle misurazioni effettuate Takasaki in Giappone e a Sacramento, California, presso stazioni che fanno parte di una rete globale creata per tenere sotto controllo i test nucleari.
E’ evidente: si tratta di stime effettuate a partire da una quantità limitata di informazioni. Ancora: le misurazioni (e le conseguenti stime) riguardano solo due radioisotopi, lo Iodio 131 e il Cesio 137, che fanno parte delle sostanze radioattive emesse dai reattori nucleari fuori controllo. Fanno parte: non rappresentano la totalità.
Ebbene. Secondo la stima, nei primi quattro giorni dell’incidente è entrata nell’atmosfera una quantità di Iodio 131 pari al 20% di quella emessa durante i 15 giorni di Chernobyl. Lo Iodio 131 sii dimezza naturalmente ogni quattro giorni: se ne andrà quindi con una certa rapidità, anche se è improprio dire che sparisca.
Ma i dati più allarmanti sono quelli relativi al Cesio 137, che si dimezza ogni 30 anni. Nei primi quattro giorni di Fukushima è entrata nell’atmosfera una quantità di Cesio 137, hanno calcolato gli austriaci, pari al 50% di quella emessa nei 15 giorni di Chernobyl.
Da Chernobyl tuttavia non uscirono solo Iodio 131 e Cesio 137, ma anche Stronzio 90, isotopi del plutonio eccetera: la gamma di sostanze radioattive si amplia man mano che sono più gravi i danni al nocciolo del reattore. Nel caso di Chernobyl ci fu il meltdowt totale, la fusione delle barre di combustibile insieme al reattore che le conteneva.
Nel caso di Fukushima? La fusione parziale del combustibile è in corso in tre reattori che dovrebbero essere in grado di contenere anche le barre in fusione totale senza cedere a loro volta. Però dai reattori in avaria vengono fatti uscire periodicamente vapori radioattivi per alleggerire la pressione,
Stasera l’Iaea, l’agenzia dell’Onu per l’energia nucleare, ha detto che le emissioni di radioattività da Fukushuima continuano e che nessuno può dire se si sprigionino dagli edifici (dalle macerie degli edifici) in cui sono alloggiati i reattori o se invece provengano dai depositi di scorie in cui è mancato il raffreddamento.
Non lo può dire nessuno: la radioattività è troppo alta per fare un’ispezione.
Da Zamg l’incidente nucleare di Fukushima (non leggo il tedesco e mi sono basata sulla notizia ripresa in inglese; se qualcuno è in grado di attingere dalla fonte originaria è il benvenuto)
Da The Great Beyond, blog di nature.com, le prime stime del cesio e dello iodio radioattivi provenienti da Fukushima
Da Times Live l’Iaea: Fukushima continua ad emettere radioattività









Il vaso di Pandora…
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Salve Maria:
non capisco perche’ non citi tutto… nelle pagine da te linkate dicono, chiaramente, che NON e’ come Chernobyl (e non lo potra’ mai essere, perche’ non ci sono centinaia di tonnellate di grafite che bruciano per giorni e giorni)… e che non ci sono segni di zirconio e bario radioattivi, cioe’ i segni di una fusione su larga scala.
Articolo di Nature, 17 marzo 2011:
“…
Fukushima is no Chernobyl, however, cautions Gerhard Wotawa, a researcher at the centre involved in the study. Crucially, he points out, only a few highly volatile elements, such as iodine, cesium and xenon, have escaped from the Fukushima plant, whereas at Chernobyl the greater damage to the core caused substantial quantities of many other less-volatile isotopes to be released, leading to far higher total radiation levels.
…”
Saluti,
Roberto
Sto giusto riemergendo al computer dopo alcuni giorni acciaccati, Roberto. Io non ho fatto un articolo sulle considerazioni di Nature a proposito dei dati provenienti da Vienna, ma sui dati provenienti da Vienna che (non leggendo io il tedesco) ho attinto da Nature.
Sono stata la prima (credo) a scriverlo in Italia. Il giorno dopo è uscita una Reuters in inglese che riprendeva solo i dati di Vienna e diceva esattamente quello che ho scritto anch’io.
A Vienna hanno cercato solo iodio e cesio, e iodio e cesio hanno trovato nelle quantità che ho detto. Adesso stanno cominciando a cercare anche altro, e altro viene fuori.
Leggevo poco fa che nel mare attorno a Fukushima hanno trovato dello zirconio radioattivo e in California hanno trovato del bario radioattivo proveniente da Fukushima: ne è arrivato poco, ovviamente, data la distanza, ma c’è Se ce la faccio ne scrivo: lo dici tu stesso, sono un segno di fusione su larga scala. Purtroppo.
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