Più sporco del petrolio. Sit in contro l’oleodotto Keystone, scienziato arrestato

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Sporco petrolio, una cosa del genere non si vedeva da tempo. Sit in ad oltranza davanti alla Casa Bianca, in manette centinaia di manifestanti compresi diversi personaggi famosi fra cui lo scienziato James Hansen, il capo del Goddard Institute della Nasa, il distinto signore settantenne che viene arrestato nella foto qui accanto.

Le manifestazioni – che si susseguono da giorni – mirano ad impedire la costruzione dell’oleodotto Keystone XL. Rifornirà l’America assetata di petrolio con quello estratto dalle sabbie bituminose del Canada, trasportandone 500.000 barili al giorno per 2.700 chilometri fino alle raffinerie del Texas. Costo dell’opera, 7 miliardi di dollari.

Il petrolio è sporco in sè: estrazione e raffinazione sono processi inquinanti; il suo uso (come quello degli altri combustibili fossili) comporta l’emissione in atmosfera di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra. Ma il petrolio delle sabbie bituminose è più sporco, molto più sporco dell’altro. Vi racconto la storia per immagini.

La protesta davanti alla Casa Bianca è iniziata mentre il Dipartimento di Stato, nei giorni scorsi, ha stabilito che l’impatto ambientale dell’oleodotto sarà limitato, in buona sostanza perchè il petrolio verrebbe comunque estratto dalle sabbie bituminose: e tanto vale approfittarne.

Il Dipartimento sta anche iniziando la procedura per stabilire se la costruzione dell’oleodotto è un’opera di interesse nazionale per gli Stati Uniti. E questo è il perdurante risultato.

I dimostranti, oltre che all’oleodotto in sè, si oppongono all’uso del petrolio proveniente dalle sabbie bituminose. Non si tratta di scavare un pozzo estraendolo dal sottosuolo: bisogna invece strizzarlo fuori dalla sabbia che ne è impregnata.

Il paesaggio si trasforma in una sorta di enorme cava, in una miniera a cielo aperto. E’ stata definita l’operazione più distruttiva del mondo. Ecco l’estrazione del petrolio dalle sabbie bituminose del Canada vista dal satellite.

Non è solo un problema di scempio paesaggistico. Bisogna pompare vapore nel giacimento per separare gli idrocarburi da tutto il resto e poi sono necessari numerosi passaggi di raffinazione. Si impiega (e si inquina) moltissima acqua.

Il grande consumo di energia necessario per strizzar fuori gli idrocarburi fa sì che l’uso del petrolio proveniente da sabbie bituminose comporti emissioni di anidride carbonica (il principale gas dell’effetto serra) tre volte più alte rispetto all’uso del petrolio “normale”.

Il Canada in questi giorni ha cercato di mettere le mani avanti, presentando il suo petrolio come “etico” perchè – a differenza di quello importato ad esempio dai Paesi arabi – viene da un paese di democrazia e diritti. Ecco una delle immagini che promuovono il sedicente “ethical oil”.

Vi lascio riflettere sull’ “eticità” dell’estrazione: oltre alle emissioni di anidride carbonica, oltre alla devastazione del paesaggio, c’è il problema dell’inquinamento dei fiumi a valle delle operazioni. Ricordate i famosi pesci deformi dell’Athabaska? Questo esemplare ha due bocche.

Si ritiene che il Canada possieda 179 miliardi di barili di petrolio: secondo solo all’Arabia Saudita. Ma è quasi tutto petrolio da sabbie bituminose: si calcola che, per estrarre tre barili, sia necessario impiegare un’energia pari a quella che sarebbe fornita da due barili di petrolio.

Al mondo è rimasto in abbondanza solo il petrolio difficile e costoso da estrarre: quello delle sabbie, appunto, o situato sotto i fondali oceanici, o nell’Artico. E’ il picco del petrolio.

Non solo gli Stati Uniti ma tutto il genere umano sono a un bivio: o imparare rapidamente ad usare meno petrolio, o maltrattare il pianeta molto più che in passato per raschiare il fondo del barile. Finchè dura anche quello, ovviamente.

Su Solve Climate News l’arresto di Hansen

Su Press tv centinaia di arresti per l’oleodotto Keystone

Su Reuters gli Usa si avvicinano alla decisione sull’oleodotto dal Canada

Foto tarsandsaction (1, 2), SkyTruth, ethical oil, Lilith News

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