Eppur si muove, a Durban. In totale assenza (almeno finora) di decisioni da parte dei grandi della Terra, Ocupy Durban pare che cominci a fare sul serio.
Sulle news non ho ancora trovato niente, ma vi mostro alcune immagini riprese negli ultimissimi minuti a Cop17, la conferenza sul clima che sta avviandosi a conclusione in Sudafrica. Sono gli aggiornamenti inviati via Twitter da un amico che è laggiù in qualità di osservatore.
Il movimento Occupy Cop17 è riuscito effettivamente ad occupare e bloccare la conferenza per alcune decine di minuti. Poi i manifestanti sono stati allontanati, ma resta la tensione.
In precedenza c’è stata la protesta dei rappresentanti dei piccoli Paesi insulari, tipo Maldive e isole Carteret, che rischiano di essere letteralmente spazzati via dall’innalzamento del livello dei mari collegato all’aumento delle temperature.
E prima ancora una ragazza americana, la ventunenne Abigail Borah, ha preso la parola nell’interesse del suo Paese, visto che il rappresentante ufficiale degli Usa “non è in grado di farlo”, chiedendo ai delegati di agire immediatamente. Prego notare i sorrisini di sufficienza con cui i vip variamente assortiti hanno accompagnato le sue parole.
E’ stata interrotta e accompagnata fuori dalla security. Prego notare anche gli applausi che hanno sottolineato la sua irruzione nella conferenza.
Il succo è che i politici non danno segno di volersi accordare per limitare le emissioni di gas serra in modo tale che il l’ineluttabile aumento delle temperature planetarie sia contenuto entro i 2 °C, la linea del Piave al di là della quale la situazione sarebbe ingestibile.
Ma un pianeta con 2 °C in più già sarebbe comunque profondamente diverso da quello che conosciamo. Dall’inizio della Rivoluzione industriale e dell’uso dei combustibili fossili (che causano emissione di anidride carbonica in atmosfera) le temperature sono aumentate di 1 °C scarso. Durante la vita di quelli che fra noi hanno già i capelli bianchi l’aumento è stato solo di qualche decimo di grado. Eppure il mondo non è più come ce lo ricordiamo da bambini.
Non c’è solo la riduzione dei ghiacci artici: noi sappiamo che gli inverni, quarant’anni fa, erano tutt’altra cosa, e le estati pure.
Figuratevi come sarà la Terra se le temperature aumenterano ancora e ancora, sfondando la linea del Piave che nessuno sta difendendo.
Grazie per le foto a Luca Lombroso e Italiaclima










