Mangeremo come in Giappone. Europa più severa sulla radioattività nel cibo

apr  11
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Adesso finalmente mangeremo come i giapponesi. Nel senso che ieri l‘Unione Europea ha deciso di accettare, per le importazioni alimentari provenienti dal Giappone, gli stessi limiti di tolleranza della radioattività che sono in vigore nel Giappone stesso da Fukushima in poi. E che sono particolarmente severi.

Personalmente non credo che l’Ue sia stata mossa dal desiderio di proteggere la nostra salute: l’ha fatto solo per armonizzare e salvaguardare il commercio internazionale. In quest’ottica, spero che il Giappone tenga duro: sennò sono guai anche per noi.

L’Unione Europea ha diffuso la notizia in un modo piuttosto contorto, senza allegare la tabella in vigore in Giappone.

L’ho scovata, ed eccola qui: insieme al confronto con i precedenti limiti di tolleranza per la contaminazione radioattiva degli alimenti fissati dall’Unione Europea.

Innanzitutto, pubblico la tabella giapponese nella traduzione in inglese. In italiano, che io sappia, non esiste. L’ho trovata via Bloomberg (in fondo tutti i link) ed è stata messa a punto proprio in occasione della crisi nucleare di Fukushima.

I nuovi limiti sono più severi di quelli finora in vigore in Europa, da qualsiasi punto di vista si guardi la faccenda: ovvero sia rispetto alle soglie fissate ai tempi di Chernobyl, nel 1986, sia rispetto alle soglie decise nel 1987 per eventuali future crisi nucleari, che sono rimaste nel cassetto fino all’inizio dei guai di Fukushima.

Tutti e due questi limiti europei prendevano in considerazione un solo elemento radioattivo, il Cesio. I giapponesi – l’avete notato – ampliano la gamma.

Massima contaminazione di Cesio radioattivo ammessa nel 1986 per le importazioni di cibo nell’Unione Europea: 370 Becquerel al chilo nel latte e negli alimenti per neonati; 600 Becquerel al chilo per tutti gli altri alimenti.

Massima contaminazione ammessa dal 1987: 1000 Becquerel al chilo per il latte e derivati, e 1250 Becquerel al chilo per tutti gli altri alimenti.

In Giappone (e d’ora in poi nell’Unione Europea), se si considera solo il Cesio, i limiti vanno da 200 Becquerel al chilo per il latte (100 per i neonati) ai 500 Becquerel al chilo per gli altri alimenti. E in più sono fissati limiti anche per i radionuclidi dello Iodio (segnatamente lo Iodio-131, che però si dimezza naturalmente in pochi giorni), dell’Uranio, degli elementi trans uranici e del Plutonio.

Sì, a Fukushima hanno trovato anche il Plutonio. La quasi totalità del Plutonio presente sulla Terra deriva da centrali ed armi nucleari. Fosse per me, di quel plutonio non ce ne sarebbe un solo atomo in giro.

Sull’agenzia cinese Xinhua l’Unione Europea irrigidisce i controlli sulle importazioni alimentari dal Giappone (sì, il modo più chiaro per scrivere questa notizia secondo me l’hanno trovato in Cina)

Il comunicato stampa dell’Unione Europea la sicurezza dei cibi importati dal Giappone

La tabella di tolleranza per la radioattività negli alimenti fissata dal Giappone (via Bloomberg)

I limiti per la radioattività negli alimenti fissati dall’Unione Europea ai tempi di Chernobyl nel 1986

I limiti per la radioattività negli alimenti fissati dall’Unione Europea dal 1987 in poi

Foto Flickr

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2 risposte a Mangeremo come in Giappone. Europa più severa sulla radioattività nel cibo

  1. ilPortico scrive:

    Per chi ha creduto al nucleare permettendo tutto questo, come espiazione della colpa commessa praticasse Seppuku (Harakiri) così avranno maniera di costatare se la loro anima è pura e priva di colpe. Io ne dubito.

  2. Pingback: Nucleare, latte allo iodio 131 anche in Italia. Il caos giornalistico sulle soglie decise dall’Unione Europea « Yes, political!

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