Il maxi robot Magpie, che entra in funzione in questi giorni in Gran Bretagna, rappresenta probabilmente il sommo bene per quanti sono consapevoli che la raccolta differenziata e il riciclaggio sono importanti, ma detestano riempirsi la cucina (o il balcone) di bidoni.
Con Magpie i bidoni si riducono a due soli: uno per l’organico (o scarti di cucina), l’altro per tutto il resto. E l’ulteriore, precisissima separazione avviene a posteriori. Ma è proprio tutto oro quel che luccica? Non so.
Il principale costo economico ed ecologico della raccolta differenziata consiste nel mandare in giro una moltitudine di automezzi per svuotare separatamente la corrispondente moltitudine di diversi bidoni. Consumo di carburante (con relativa spesa che si ripercuote sulla bolletta) ed inquinamento.
Il robot Magpie tratta cinque tonnellate di immondizia indifferenziata all’ora. La fa passare su un nastro trasportatore, lungo il quale i sensori identificano i materiali (carta, vetro, metalli, vari tipi di plastica…) e li instradano con getti d’aria verso percorsi diversi.
I lati positivi sono l’eliminazione dell’errore umano nella selezione dei materiali e l’avvio al riuso di tutto ciò che è riutilizzabile.
Però non ho trovato scritto quale sia il prezzo di Magpie, nè quanta energia consumi: dunque quanto inquinamento produca, quali costi di funzionamento “spalmi” sulle bollette, se sia o meno economicamente ed ecologicamente conveniente rispetto ai tradizionali bidoni differenziati e al viavai stradale di automezzi che li svuotano.
Fra qualche mese si potranno domandare lumi ai residenti nella zona di Padworth, nel Berkshire, dove dal primo ottobre entrerà in funzione il Magpie.
Alla luce di queste considerazioni, la conclusione secondo me è una sola. La raccolta differenziata e il riciclaggio non sono la miracolosa soluzione del problema dei rifiuti. Vanno effettuate, certo, perchè consentono di risparmiare spazio in discarica e materie prime: ma comportano anch’esse inquinamento e consumo di energia sia durante il trasporto (o la selezione a valle) dei materiali sia durante la successiva produzione di “materie seconde” ricavate dai rifiuti.
Non ha senso acquistare ogni volta un flacone di plastica insieme al detersivo e poi pagare (e inquinare) perchè qualcuno lo porti via e lo usi per fabbricare un altro flacone. Meglio tenersi il vecchio flacone e riempirlo di nuovo, eliminare gli imballaggi inutili, ripristinare il vuoto a rendere.
Solo in subordine a questa logica, secondo me, devono entrare in scena la raccolta differenziata e il meticoloso riciclaggio di quel poco che davvero non si può evitare di buttare via. E con ogni probabilità un gigante come Magpie diventa inutile.
Su Free Paper World News Magpie invia i rifiuti verso la giusta strada
Sul Daily Mail il robot Magpie evita di fare la raccolta differenziata
Foto ondablv
Grazie ad Emiliano per la segnalazione









Ridurre i rifiuti.
Il riciclaggio è spesso ‘na sola (ad esempio per la plastica si tratta di deciclaggio) che dopo una bella spruzzata di verdino e qui mette a posto le coscienze del pigro lobotomizzato quadratico medio che così può continuare a consumare e sprecare tanto_c’è_il_riciclaggio.
Maria, non avresti potuto fare esempio più semplice e disarmante del flacone di plasticazza.
La soluzione sbagliata (il deciclaggio, supposto che venga fatto) non risolve affatto il vero problema (l’usa e getta).
Durante il l’Autarchia esisteva solo un bidone. La differenziazione avveniva solamente in appositi centri.
Però:
1) La manodopera era molto più economica (il robot potrebbe servire?)
2) La quantità di rifiuti per famiglia era un decimo se non meno di oggi.(dunque converrebbe un trasporto minore)
3) Non esistevano scarti composti da più sostanze (esempio Tetrapack) dunque minor errori di ripartizione.
4) La composizione era molto più semplice di oggi e solo 3 – 4 bidoni è poco.
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Di contro la tecnologia del riciclo si è fortemente sviluppata rispetto all’epoca Mussoliniana.
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Solamente dopo un periodo potremmo dire se questa idea è più vantaggiosa o meno!
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Ciao