Lo ammette la Chevron. La marea nera in Brasile non si è fermata

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Mai fidarsi. E’ passato un mese e non è finita la marea nera Chevron in Brasile, originatasi da una frattura che si è prodotta nel fondale oceanico in seguito ad una trivellazione petrolifera in acque profonde.

Pochi giorni fa le autorità brasiliane hanno detto che per fermare il flusso di petrolio potrebbe essere necessario scavare un relief well, un pozzo di soccorso come quello della marea nera Bp nel Golfo del Messico.

La Chevron inizialmente ha smentito che si prospettasse un’evenienza del genere. Ma poi ha ammesso. Ha ammesso che il flusso di petrolio continua e che, anche se non ha più l’intensità iniziale, non si sa quando si fermerà.

La perdita si è prodotta dal campo petrolifero di Frade, allettante (si stima che custodisca 100 miliardi di barili, sufficiente a soddisfare per 14 anni gli Stati Uniti, il maggior consumatore mondiale di petrolio) quanto rognoso da trivellare. E del resto, visto che stiamo raschiando il fondo del barile, di petrolio è rimasto quello rognoso.

Il lago di petrolio di Frade si trova sotto 1.200 metri di mare e sotto altri 4.000 metri di roccia.

Ed è roccia fragile, dal momento che una trivellazione Chevron per un pozzo di valutazione (non un pozzo produttivo) ha causato, ad una certa distanza, una spaccatura nel fondale oceanico: di lì appunto si è originata la perdita di cui non si vede ancora la fine.

L’unica fonte della notizia è l’agenzia Prensa Latina – Bernama. Riferisce le ammissioni di un rappresentante della Chevron durante un’audizione che si è tenuta qualche giorno fa: la perdita è stata controllata per la maggior parte, ma ci sono ancora perdite residue, e non si sa quando cesseranno.

Peraltro la Chevron continua a parlare di 2.400 barili di petrolio usciti in mare (è la cifra riferita da Bernama), mentre l’elaborazione di foto satellitari scattate all’inizio dell’incidente ha svelato la menzogna: inizialmente la perdita era pari a 3.738 barili al giorno ed è proseguita per più giorni, altro che i 330 barili al giorno dichiarati dalla Chevron.

E adesso? Adesso niente. Non ci sono informazioni sull’entità della perdita residua. Tuttavia due settimane fa le autorità brasiliane hanno accennato all’eventualità, riporta l’agenzia Bloomberg, che sia necessario scavare un relief well per chiudere definitivamente l’incidente.

Costerebbe almeno 50 milioni di dollari Usa e dovrebbe incaricarsene la Chevron, alla quale la marea nera è già costata una multa di 193 milioni dollari più il divieto di trivellare nelle acque profonde del Brasile. Ma la frittata ormai è fatta. Forse che i soldi possono cancellarla?

Su Prensa Latina – Bernama la marea nera Chevron non si è fermata

Su Bloomberg può essere necessario scavare un relief well per fermare la marea nera Chevron

Foto passamanerie

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