La protesta degli indignados americani che hanno occupato il ponte di Brooklyn a New York (almeno 700 arresti) è intessuta di temi ecologici, e non solo di esasperazione sociale.
E’ la prima volta che un movimento di piazza nato sull’onda della crisi parla così apertamente di ambiente: del resto, l’ecologia è l’altra faccia dell’economia, e la devastazione delle risorse naturali è l’altra faccia del profitto.
Adesso mostro le immagini trasmesse in diretta streaming sul sito di “Occupy Wall Street” e riassumo le ragioni della protesta così come le ha descritte un bell’articolo del Guardian.
Certo, il movimento “Occupy Wall Street” chiede che la finanza smetta di essere una sanguisuga applicata sul corpo sociale. Chiede tassazione equa, uguali diritti ed uguali opportunità senza distinzione di sesso e razza. Ma non solo.
Vuole che l’industria petrolifera sia spogliata del suo potere politico e che le fonti alternative di energia diventino affidabili e a buon mercato. Dice basta a cibo, acqua, aria avvelenati in nome dell’avidità di guadagno.
L’America è sempre avanti, si suol dire. Gli indignados europei non hanno che da imparare.
Sul Guardian noi siamo il 99%
Su Associated Press 700 arresti dopo la protesta sul ponte di Brooklyn (via Cbs Money Watch)
Occupy Wall Street, il sito del movimento
Foto Elmo Keep









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