Trivelle nelle aree protette, quanto va configurandosi in Abruzzo – ma c’è ancora qualche giorno per cercare di evitarlo – è addirittura peggio delle perforazioni alla ricerca di idrocarburi gomito a gomito coi fenicotteri del Parco del delta del Po o in prossimità delle aree protette nei mari della Puglia.
La riserva naturale regionale del Borsacchio (foto), situata fra Roseto degli Abruzzi e Giulianova, fa parte dell’area “Mazzarosa” in cui si vorrebbe cercare il metano. E’ forse l’ultimo lembo intatto di costa adriatica.
La richiesta è, come si suol dire, in itinere presso il ministero per lo Sviluppo Economico: c’è tempo fino a Santo Stefano per presentare le osservazioni, cioè per chiedere alla Regione Abruzzo di dire di no.
Se il metano verrà effettivamente cercato e trovato, i pozzi per l’estrazione saranno pressochè inevitabili, alla faccia della riserva. Stentate a crederci, eh? Guardate.
Non sono riuscita ad ottenere la sovrapposizione, sulla carta geografica, dei confini della riserva con i confini dell’area oggetto della richiesta per cercare il metano.
Così dovete accontentarvi del collage qui sotto, con un accostamento non in scala: tuttavia, prendendo come punti di riferimento Giulianova e Roseto (in alto e in basso nell’immagine grande), si nota l’ampia sovrapposizione, soprattutto (ma non solo) lungo la costa.
Il sito di Regione e Federparchi dedicato alle riserve naturali dell’Abruzzo dice che il Borsacchio
protegge uno dei rari tratti di costa e terreni rimasti ancora liberi dall’urbanizzazione incontrollata che ha trasformato in pochi decenni le tranquille coste del mare Adriatico in un ambiente completamente edificato ed antropizzato (…) è ancora un giardino fiorito da scoprire lentamente, ultimo baluardo di natura incontaminata in grado di resistere al triste fenomeno dell’avanzata incontrollata e scellerata del cemento
Oh sì, visto che un brandello di natura resiste mettiamoci le trivelle. Fra l’altro la Regione Abruzzo ha avviato la riperimetrazione (leggi: riduzione) della riserva, che però non è ancora compiuta.
La richiesta di concessione per la ricerca di idrocarburi gassosi (metano, appunto) è stata avanzata dalla società Medoilgas al ministero per lo Sviluppo economico; porta il nome “Villa Mazzarosa” e si estende su 13,4 chilometri quadrati.
Finora, per quel che ho visto, hanno presentato opposizione al rilascio della concessione il Wwf Teramo e il circolo Sinistra e Libertà di Roseto degli Abruzzi. Però mi sembra che la faccenda meriti decisamente di uscire dai confini locali. E’ un esempio tipico di come il Bel Paese prende se stesso a pedate.
Sul sito del ministero dello Sviluppo Economico istanza di permesso di ricerca “Villa Mazzarosa” e la relativa cartina
Il Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo 25 febbraio 2005 con l’istituzione e i confini della riserva del Borsacchio, da cui ho tratto la cartina (la riserva è stata riperimetrata nel Bollettino Ufficiale 5 ottobre 2007, ma con riguardo agli usi delle aree di cui è composta; c’è anche una cartina, che però risulta difficilmente leggibile)
La riserva del Borsacchio sul sito dedicato alle riserve naturali abruzzesi
Il Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo 11 novembre 2011, con l’avviso che per i 45 giorni successivi (cioè fino al 26 dicembre) è possibile presentare opposizione alla concessione per la ricerca di metano
Le opposizioni già presentate da Wwf Teramo e Sinistra e libertà di Roseto
Su Cityrumors approvata a Roseto la proposta di riperimetrare il Borsacchio
Via No all’Italia petrolizzata: un vecchio post con le istruzioni per presentare le opposizioni
Foto Abruzzo Web
Grazie a Maria Rita










In una procedura ambientale, si depositano OSSERVAZIONI, non OPPOSIZIONI, le opposizioni si fanno in questo caso al TAR, nel caso sia adottato formale provvedimento da parte dell’Autorità Ambientale Regionale. Dici 45 gg, per cui credo ti riferisci ad una procedura di verifica di assoggettamento alla VIA. Se così fosse, farei ricorso alla procedura adottata dall’Autorità Ambientale, in quanto qualsiasi Procedura di Verifica ricadente anche parzialmente in aree naturali protette ai sensi della L. 394/91 è da assoggetarsi alla procedura di VIA diretta. Inoltre già in questa fase, visto l’obiettivo pianificato e cioè l’estrazione del gas, io riterrei fondamentale discutere fin dal principio anche l’impatto dovuto alle strutture ed infrastrutture per lo sfruttamento della risorsa, legando sin dal principioincondizionatamente le due azioni pianficate, ricerca-sfruttamento della risorsa.
Hai burocraticamente ragione
Si possono presentare alla Regione ” istanze, osservazioni o pareri”, come recita il Bollettino Ufficiale che ho linkato (e come peraltro ho scritto nelle prime righe)
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Rovescio della medaglia:
http://www.repubblica.it/ambiente/2011/12/18/news/pale_mugello-26839430/?ref=HREC2-10
“LA POLEMICA – Non vogliamo il parco eolico nel paradiso del Faggiola”
R.