Le assurdità delle classifiche ecologiche. Torino in gara come capitale verde dell’Ue

ott  11
21

E’ evidente: le classifiche ecologiche hanno delle ragioni che la ragione non conosce. Ho appena finito di esternare sul Journal le mie perplessità sui “green ranking” attribuiti dal Newsweek alle più grandi aziende del mondo (il succo: secondo loro l’alta finanza sostanzialmente coincide con l’ecologia) ed ecco un’altra scoperta analoga: Torino – la mia città – è fra le 19 finaliste annunciate dalla Commissione Europea per il titolo di Capitale verde europea 2014.

I torinesi staranno già ridendo. A tutti gli altri spiego i motivi dell’ilarità.

Il background, innanzitutto. Come spiega l’agenzia Ansa, la Commissione Europea

ogni anno seleziona la reginetta europea fra le città più all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente e in grado di diventare un modello per altri centri urbani (…) Il giudizio sarà basato su dodici indicatori, come il contributo locale alla lotta contro i cambiamenti climatici, i trasporti, le aree verdi, la qualità dell’aria, il consumo di acqua e la gestione dei rifiuti.

Dal database europeo sulla qualità dell’aria (il cui aggiornamento è fermo al 2009), si ricava che Torino è la seconda città più inquinata in Europa. Sta peggio solo Plovdiv in Bulgaria.

In questo 2011, Torino ha già superato per 71 volte il limite europeo di concentrazione del Pm10 nell’aria. I giorni di sforamento teoricamente consentiti sono 35. E siamo solo ad ottobre, l’inverno deve ancora cominciare.

La raccolta differenziata dei rifiuti a Torino è al 42%. Una percentuale sideralmente lontana dalle vette teutoniche.

Quanto al contributo locale alla lotta ai cambiamenti climatici, questo significherebbe razionalizzare il più possibile l’uso dell’energia e dei combustibili fossili, responsabili dell’effetto serra.

Qualche inverno fa, l’allora sindaco Chiamparino (ok, adesso c’è Fassino, cambierà tutto…) si trovò a conversare di inquinamento ed effetto serra con il climatologo Luca Mercalli nel proprio ufficio, dove era necessario rimediare al riscaldamento a palla del palazzo civico tenendo aperte le finestre.

Ho sentito Mercalli raccontare l’aneddoto con le mie proprie orecchie, e sotto trovate un link a conferma: riferisce anche che l’ex sindaco Chiamparino avrebbe definito “tute bale” il global warming. Questo particolare, per la precisione, a me non risulta. Però le finestre aperte del palazzo civico parlano da sole.

E poi, Torino ha l’eredità olimpica del 2006. Ovvero, è costellata da inutili (e costosi, per noi contribuenti) monumenti al cemento armato. Non riuscite a capacitarvene? Date un’occhiata al villaggio olimpico, le immagini sono di marzo ma nel frattempo non è cambiato proprio un bel niente

E mi vengono a parlare di medaglie ecologiche torinesi. Ma fate il piacere…

Su Ansa Torino in lizza per capitale verde europea 2014

Airbase, il database dell’Ue sulla qualità dell’aria (aggiornato fino al 2009)

Da La mia aria di Legambiente la qualità dell’aria a Torino e in Piemonte nel 2010

Dal sito del Comune di Torino i valori annuali del Pm10 in vari punti della città (ho consultato quelli registrati alla stazione di rilevamento Consolata, centro città)

Dal sito dell’Amiat (la municipalizzata che si occupa di rifiuti) la raccolta differenziata a Torino

Un vecchio articolo di Terranauta gli ambientalisti della domenica, con l’aneddoto delle finestre aperte

Foto linuzz

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