L’alluvione a Genova e i danni legati a un primo ministro muratore

nov  11
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Alluvione a Genova, dopo aver seminato cemento in tutt’Italia adesso va in giro a dichiarare “Si è costruito là dove non si doveva costruire” Proprio lui viene a dirlo, che è muratore nell’anima.

Mi riferisco al primo ministro Berlusconi ovviamente. Mi riferisco al condono edilizio varato dal suo Governo nel 2003, a tutti i nuovi condoni edilizi che sono stati richiesti (e che dunque sono stati fatti sperare per il futuro) da vari esponenti della sua maggioranza, alla sua stantia idea “più cemento per tutti” da cui sono discesi i funesti piani casa regionali.

Riporto i passi salienti di un comunicato stampa diffuso ieri per email dal Wwf Italia. Il neretto è mio.

“A Genova i corsi d’acqua sono stati cementificati, canalizzati e ‘tombati’, cioè coperti, nascosti (…) il Ferreggiano (che poi è esondato, ndr) è stato deviato artificialmente nel torrente Sturla dove, tra le altre cose, i piloni che sorreggono la Facoltà universitaria di Farmacia si trovano nel bel mezzo dell’alveo.

Recentemente è stata rifatta la copertura del torrente Bisagno nella speranza di far passare l’onda di massima piena: peccato che l’intervento sia insufficiente anche a causa della cementificazione ed impermeabilizzazione dei quartieri più a monte”

“I fiumi in genere e in particolare quelli liguri (…) non sono più gli stessi da parecchi decenni. Si è costruito a ridosso e dentro gli alvei. Alla foce del Magra, i centri abitati di Bocca di Magra e Fiumaretta che si affacciano al fiume, l’uno di fronte all’altro, hanno occupato l’occupabile (…)

In alcuni tratti del Vara, l’altro fiume ‘impazzito’ il 25 ottobre, nel 1857 l’alveo attivo era largo 820 metri, nel 1954 si era ridotto a 370 e oggi è circa 140 metri”.

Sul Corriere della Sera maltempo, premier: colpa anche dell’abusivismo

Foto dituttounblog

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