I giapponesi sospendono la caccia alle balene, almeno per ora: oggi hanno annunciato che le operazioni sono state interrotte per motivi di sicurezza. Il riferimento è agli eco-pirati dell’associazione Sea Shepherd, che già una settimana fa, dopo ripetute battaglie navali con i giapponesi, hanno scortato la flotta baleniera fuori dalle zone di caccia nell’Oceano Antartico.
Sea Shepherd international non ha ancora commentato la notizia, ad eccezione delle brevi dichiarazioni rilasciate dal capitano Paul Watson ad Afp attraverso un telefono satellitare. La sezione italiana dell’associazione ha diramato un commosso comunicato stampa: forse è la fine di un’epoca, dice.
Un’epoca durata un quarto di secolo, durante il quale i giapponesi hanno aggirato la moratoria internazionale alla caccia commerciale alle balene adducendo un’improbabile ricerca scientifica, e hanno distribuito nei supermercati la carne di balena in nome della tradizione culturale e gastronomica nazionale.
Per le letali “ricerche scientifiche” quest’anno i giapponesi avevano stabilito un tetto massimo di uccisioni pari a 935 balenottere minori e 50 balenottere comuni che, a dispetto del nome, sono a rischio di estinzione.
Il capitano Watson ha dichiarato ad Afp che secondo lui i giapponesi non hanno ucciso più di 30 esemplari: in effetti le navi di Sea Shepherd marcano stretta – strettissima! – la flotta giapponese fin dai primi giorni del 2011, ossia praticamente fin dall’inizio delle operazioni, e ne ostacolano attivamente ogni movimento. Watson ha detto anche che tutto ciò dimostra il successo della tattica e della strategia della Sea Shepherd.
L’associazione ambientalista ha 90 persone a bordo delle tre navi. La flotta giapponese è formata da quattro imbarcazioni con a bordo 180 persone e in passato si era dimostrata decisamente più combattiva: nel 2009 era stata la Sea Shepherd a cedere il campo e ad allontanarsi dalle zone di caccia proprio per motivi di sicurezza.
Il Giappone non ha ancora deciso se lo stop alla caccia delle balene riguarda solo quest’anno o se vale anche per il futuro. Certo la decisione di sospendere per ora le operazioni è un segnale importante. Si lega alle dimensioni ridotte della flotta baleniera e alla partenza avvenuta più tardi del solito.
E poi, come notano le Bbc News, anche se i giapponesi ritengono che il consumo di carne di balena faccia parte della loro identità culturale solo in pochi la consumano con regolarità. Sì, forse è davvero finita un’epoca.
Su Afp la flotta baleniera giapponese sospende la caccia
Sulle Bbc News i giapponesi sospendono la caccia alle balene in seguito alle azioni di contrasto degli ambientalisti
L’ultimo comunicato stampa di Sea Shephder la flotta baleniera giapponese scortata fuori dalle zone di caccia
Il comunicato stampa di Sea Shepherd Italia: la fine di un’epoca?









ASSALTO AMBIENTALISTA/ANIMALISTA ALLA BIT 2011
http://www.youtube.com/watch?v=8RS3oemYeTs