E’ stato inaugurato ieri il primo impianto fotovoltaico, per così dire, sospeso in aria, fra la terra e il sole: sotto si coltivano i campi, sopra si raccoglie energia pulita e rinnovabile. Lo chiamano anche impianto agrovoltaico o agrofotovoltaico.
Per i pannelli solari c’è tanto posto sui tetti: e io li vedo bene innanzitutto lì, dove non occupano l’ormai scarso suolo libero e dove possono formare (almeno nei miei auspici) una rete diffusa di piccoli impianti destinati alla produzione di energia pulita.
Ma se servono anche i grandi impianti che occupano grandi estensioni di suolo, da un paesino in provincia di Mantova arriva una soluzione che consente di usarlo contemporaneamente per due scopi.
Da ieri, 15 ettari di terreno dell’azienda agricola Vostok a Cappelletta (frazione del Comune di Virgilio, provincia di Mantova) ospitano 7500 pannelli solari montati su pali alti 5 metri, e guidati da “inseguitori solari” che ne modificano costantemente l’orientamento per ricevere nel migliore del modo i raggi del sole.
Questo è lo schizzo inserito nel progetto, una novità assoluta. Il sistema è stato ideato e brevettato da REM (Revolution Energy Maker).
La potenza dell’impianto è pari a 2,4 MW. Sotto i pannelli solari crescono piccoli frutti, erbe officinali e verdure.
Su Agi Energia a Mantova si inaugura il primo impianto agrofotovoltaico
Su Zeroemission a Mantova prima mondiale per l’agrovoltaico
Dalla Regione Lombardia la pagina dedicata al progetto, da cui provengono le immagini










Con 3.500.000 ha di territorio cementificato andare a mettere fotovoltaico in campagna mi lascia MOLTO perplesso.
Il territorio agricolo sarà sempre più prezioso per il cibo, considerate le fosche previsioni sul futuro prossimo (esplosione demogtrafica, scarsità di cibo, diminuzione drastica dei terreni agricoli, grave diminuzione della biocapacità generale)
Mh. >:/
Questa soluzione potrebbe permettere di salvare capra e pannelli.
In realtà c’è amnche il problema di assicurare agli agricoltori un certo reddito per evitare che abbandonino la campagna per lasciarla alla speculazione cementificatoria (la provincia di Mantova è una delle peggiori in italia per consumo di territorio, considerato il pregio dei terreni distrutti da cemento e asflato per sempre e la quantitaà deglli scempi).
A questo punto sarebbe preferibile pannellare di fotovoltaico i tetti delle stalle, ad esempio, con impianti che sono comunque di una certa rilevanza, come si vede spessisismo in Baviera (e si inizia a vedere anche in Lombardia).
Deve entrare nella logica che sono le superfici di copertura che devono essere resti campi solari fotovoltaici, non il terreno agricolo o forestale.
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L’uomo e innamorato dei bei prati verdi, li vi costruisce strade, case, industrie e impianti fotovoltaici … forse dovremmo dipingere di nascosto i tetti di verde e forse dopo …