Creare d’inverno un gigantesco iceberg urbano ed usarlo per stare al fresco in estate senza usare l’aria condizionata, o almeno senza usarla troppo, e risparmiare energia.
L’idea viene da Ulan Bator, la capitale della Mongolia: è uno dei Paesi in cui il caos climatico indotto dal riscaldamento globale picchia particolarmente duro, gli inverni sono sempre gelidi e le estati stanno diventando roventi.
Il ghiaccio sembra una soluzione soft, ecologica e persino low cost per fronteggiare la situazione: appena 500.000 euro o poco più per l’intera città, che conta un milione di abitanti.
La notizia viene dal Guardian e ha suscitato l’entusiasmo del web. A partire dalla fine di questo mese, ad Ulan Bator convinceranno il fiume Tuul, che attraversa la città, a produrre una straordinaria quantità di ghiaccio: molto superiore a quella che si forma normalmente in superficie.
Come? Si tratta di replicare artificialmente il processo con cui la natura crea i naleds, come li chiamano i russi. Sono strati di ghiaccio ultra spessi che si formano quando, per le più varie ragioni, l’acqua torna nuovamente a scorrere su una superficie già ghiacciata.
Così a partire dalla fine di novembre scaveranno dei buchi – dei pozzi, se preferite – nel ghiaccio del fiume Tuul, per farne periodicamente uscire acqua che, gelando, andrà ad inspessire sempre più lo strato di ghiaccio.
Ne nascerà appunto una sorta di iceberg, sufficientemente spesso per non squagliarsi al sole primaverile: in estate, scrive il Guardian, contribuirà a rinfrescare la città e ad assicurare acqua potabile o per l’irrigazione.
Sul Guardian Mongolia, usare il ghiaccio per rinfrescare una città
Foto ssppeeeddyy








