Grandi opere inutili. L’incendio a Roma Tiburtina svela il cuore fatiscente della Tav

lug  11
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Avete presente l’incendio della stazione Roma Tiburtina che ha causato tanti guai ai romani e ai viaggiatori di mezza Italia? Un particolare è passato totalmente sotto silenzio.

La sala di controllo da cui è partito l’incendio è l’unica parte della stazione che non viene toccata dai lavori ora in corso per trasformarla in snodo fondamentale della linea ferroviaria ad alta velocità. Si prevedeva infatti continuare ad usare la vecchia sala. Ora i vigili del fuoco si sono accorti che la sala ha un impianto elettrico fatiscente.

La sala di controllo è il cuore e il cervello di una stazione. Spendono stratanti soldi per la stazione megagalattica della Tav e non si curano del cuore fatiscente che presiede al suo funzionamento e alla sua sicurezza. Dicono che ce l’ho con la Tav: e come potrei non avercela?

Chiarisco meglio. Secondo me l’Italia ha bisogno soprattutto di trasporti pubblici locali affidabili ed efficienti: il 90% di coloro che si spostano in treno compie tragitti medio-brevi. Sono in sostanza pendolari.

Bisognerebbe stendere un tappeto rosso davanti ai pendolari ferroviari: il treno è il mezzo di trasporto più ecologico dopo la bicicletta.

Invece la scelta di privilegiare l’alta velocità li prende a pesci in faccia sia nella destinazione degli investimenti per le infrastrutture sia nella redazione degli orari ferroviari.

Le Ferrovie stimano in 32 miliardi il costo per portare a regime l’alta velocità attraverso gli snodi di Torino, Milano e Napoli, passando da Roma.

In particolare, alla stazione di Roma Tiburtina ora in corso di rifacimento (320 milioni di euro) viene assegnato un ruolo fondamentale di raccordo Nord-Sud all’interno della Tav italiana.

Nel rifacimento della stazione sono inserite opere faraoniche: un ponte per collegare i quartieri Nomentano e Pietralata, ristoranti, due biglietterie, negozi, sale convegno…

Prevista la demolizione di tutte le opere preesistenti, tranne la centrale di controllo in cui si è sviluppato l’incendio di domenica: secondo il progetto verrà riutilizzata, e infatti non viene toccata dai lavori ora in corso.

La centrale di controllo, dicevo, è il cuore e il cervello del traffico ferroviario e della sua sicurezza. Eppure, secondo quanto hanno riferito i vigili del fuoco, all’interno della sala di controllo andata a fuoco c’era un impianto elettrico fatiscente e forse mancava quello antincendio.

Ossia: tanta grandeur, ma nessuno ha pensato alla cosa più essenziale.

E poi mi rimproverano perchè essere contrari all’alta velocità ferroviaria, dicono, equivale ad essere contro il futuro, il progresso, l’innovazione.

Macchè. L’ho spiegato: l’alta velocità sono inutili e costosi lustrini cuciti sopra un’Italia che va in giro con le pezze al culo. Diamole innanzitutto un paio di pantaloni decenti, e una sala di controllo che non prenda fuoco.

Sul Messaggero l’incendio alla stazione di Roma Tiburtina

Su Terra le fiamme alla Tiburtina si sono sprigionate dalla sala di controllo

Sul Sole 24 Ore il progetto per il rifacimento della stazione Tiburtina

Su Lettera 33 alta velocità, un business da 35 miliardi

Su Architetti Roma progetto della Tiburtina, rifacimento completo della stazione ma non della sala di controllo

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