Fosforo, la ricchezza che va nelle fogne. I problemi ecologici del gabinetto

ott  11
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Al di là della moto-gabinetto alimentata a biogas derivato dalle feci umane, i problemi ecologici legati alle toilette sono enormi. Ne parla indirettamente un articolo uscito oggi sulla rivista scientifica Nature: abbiamo violentato il ciclo del fosforo, senza il quale nei campi non cresce praticamente niente.

Ora il fosforo va dalle miniere ai campi (sotto forma di concimi chimici) e poi nelle fogne insieme ai sottoprodotti del cibo di cui ci siamo nutriti: finisce in mare (donde l’eutrofizzazione) e non sulla terra, come invece natura vorrebbe per renderlo di nuovo disponibile agli esseri viventi. Va da sè che il fosforo delle miniere non è inesauribile, mentre tutto questo fosforo nel mare rappresenta un problema.

La soluzione ci sarebbe, anzi c’è (ve la mostro in un video): infinitamente migliore del vaso da notte dei bisnonni. E chissà perchè le idee più ecologiche e economiche – tipo la lampadina ad energia solare – sono sempre presentate come destinati ai poveri del mondo.

Certo, nelle città e nelle favelas più povere non ci sono nè il costoso sistema fognario nè i bagni, e questo provoca enormi problemi sul versante dell’igiene e della salute.

Noi invece abbiamo i gabinetti e le fogne, ma nessuna difesa rispetto al fosforo che, invece di tornare beneficamente alla terra, va ad inquinare in mare. Dunque a tutti, ricchi e poveri, sarebbe utile imparare ad usare il sacchettino Peepoo.

Doppio strato, plastica biodegradabile, urea in polvere già inserito all’interno: una volta riempito e annodato, basta seppellire il sacchetto nella terra. Nel giro di due-quattro settimane, il tutto si trasforma in fertilizzante.

Su Nature spezzato il ciclo del fosforo

Su Oca Sapiens alterato il ciclo del fosforo (in fondo all’articolo)

Peepople, il sito del sacchetto Peepoo

Foto phoenix hill

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2 risposte a Fosforo, la ricchezza che va nelle fogne. I problemi ecologici del gabinetto

  1. Pingback: Fosforo, la ricchezza che va nelle fogne. I problemi ecologici del gabinetto « BIT Budrio in Transizione

  2. Simone Martini scrive:

    Ho provato a calcolare il volume delle deiezioni umane che si producono in Italia: in 200 anni una superficie pari a 20 M di Ha (la superficie agricola e forestale italiana, fonte Istat) per lo spessore di 1 cm. E un centimetro di materia organica, soprattutto in tempo di GW, potrebbero fare la differenza tra un terreno fertile e uno desertificato… o sicuramente meno produttivo. Se solo si trovasse il modo di trattare tutta questa materia organica… magari compostandola, non so… potrebbe rivelarsi una risorsa utile per gli agricoltori, sia in termini economici che produttivi. L’idea del sacchetto mi piace; sicuramente in situazioni d’emergenza potrebbe funzionare, ma su larga scala ho dei dubbi…

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