A proposito di maree nere, dalla Scozia arriva una buona notizie. I sommozzatori della Shell hanno chiuso ieri la valvola dalla quale il petrolio si riversava nel Mare del Nord. La perdita è andata avanti complessivamente per nove giorni.
Adesso vi mostro la foto delle operazioni subacquee. Però il lieto fine non è ancora scontato: l’oleodotto da cui si è originata la perdita è ancora pieno di petrolio (bisognerà svuotarlo) e sotto osservazione nel timore che gli idrocarburi si aprano una nuova strada.
L’immagine è stata diffusa dall’ufficio stampa della Shell. Complessivamente dall’oleodotto collegato alla piattaforma Gannet Alpha sono uscite in mare quasi 220 tonnellate di petrolio, equivalenti a circa 1.300 barili.
Nell’oleodotto, trattenuto dal cemento a circa 90 metri di profondità sul letto del mare, ci sono ancora fino a circa 660 tonnellate di petrolio. La guardia costiera scozzese stima che ora 3,62 tonnellate di petrolio coprano una superficie di mare pari a 6,7 chilometri quadrati.
Il comunicato stampa della Shell aggiornamenti relativi alla piattaforma Gannet Alpha
Da News Scottsman dopo nove giorni i sommozzatori arrestano la perdita di petrolio dalla piattaforma Shell










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