Chissà perchè il ministro per la Semplificazione Calderoli non ha mai ritenuto opportuno occuparsi di raccolta differenziata dei rifiuti.
E’ una giungla. Istruzioni e regole cambiano da Comune a Comune, da quartiere a quartiere: con grave imbarazzo per chiunque metta piede nella cucina di un amico.
Ho una mia idea sul motivo di tutto questo caos, e sul perchè – ancor prima di una seria raccolta differenziata – non venga organizzata la riduzione dei rifiuti alla fonte. Vuoto a rendere e prodotti alla spina per non acquistare immondizia insieme alla spesa.
Comunque il web prova districare la matassa, e da oggi sul sito “Chilo avrebbe mai pesato” viene costruita la mappa on line delle istruzioni per la raccolta differenziata in Italia. Ovvero, i mille modi per trattare la monnezza.
Lungo l’italico stivale i bidoni adibiti alla raccolta del medesimo materiale mostrano una stupefacente varietà di fogge e colori. E sarebbe ancora il meno.
Le istruzioni per riempirli variano notevolmente: qui il tetrapak va con la carta, là nell’indifferenziato. Qui la plastica si deposita insieme alle lattine, là le lattine vanno con il vetro. A casa mia è considerata riciclabile tutta la plastica, da mia cugina solo le bottiglie. Eccetera eccetera.
Senza contare i metodi di raccolta: “porta a porta”, bidoni in strada, campane stradali. Con tutte le possibili sfumature intermedie, va da sè.
Da oggi il sito “Chilo avrebbe mai pesato” tenta di ovviare costruendo una mappa su cui gli internauti inseriscono le istruzioni per la raccolta differenziata in vigore a casa propria. Così se, poniamo, vai a cena dall’amico e poi prevedi di aiutarlo a sparecchiare, sai come devi comportarti con le pattumiere di casa.
In attesa che il ministro Calderoli semplifichi, ovviamente. Ma la monnezza è oro, si dice. Più immondizia si produce, più fiorisce l’industria del packaging, alla faccia dell’inquinamento e dell’ambiente: e alla faccia dei consumatori, costretti ad acquistare e pagare involucri inutili insieme alla merce, e poi a pagare di nuovo per il loro smaltimento.
Inoltre, regole disomogenee e bizantine per la raccolta differenziata sono anch’esse fonte di business: tanta gente finisce per commettere errori nella raccolta differenziata (o per non farla, addirittura) e il materiale, diciamo, impuro non può essere riciclato ma va ad alimentare discariche inceneritori.
Personalmente, non mi capacito che possano esistere così tante regole per differenziare l’immondizia, e così tanti sistemi per raccoglierla. Ci sarà ben qualcosa che funzioni sul serio? Sì, c’è. Il “porta a porta” in molti luoghi (Veneto, Piemonte eccetera) consente di raggiungere anche l’80% di raccolta differenziata: e spesso, nei piccoli centri, ancor di più.
Ebbene, se davvero si ha a cuore l’ambiente basta semplificare l’Italia: prendere quei modelli con le relative istruzioni ed estenderli al resto del patrio suolo. Secondo voi, il ministro Calderoli ci farà mai un pensierino?
Su Chilo Avrebbe Mai pesato la mappa delle istruzioni per la raccolta differenziata in Italia
Su Wikipedia la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta
Foto Flickr









Penso che i metodi di raccolta siano vari da comune a comune perchè essendo il processo partito con tempi diversi necessiti una gradualità da luogo a luogo.
Nel nordest, dove abito, ci sono comprensori di comuni che oggi hanno grossomodo lo stesso sistema di raccolta, ma questo è avvenuto dopo qualche anno di rodaggio.
In vent’anni si è passati dai cassonetti alle isole ecologiche, alla raccolta porta a porta fino a quella spinta. Le buone pratiche ci sono, ma ci vuole sempre del tempo per abituarsi.
Penso piuttosto che i diversi metodi di raccolta siano legati alle diverse attrezzature per la vagliatura dei rifiuti possedute dalle ditte appaltatrici della raccolta.
Un’omogeneizzazione nazionale verso il meglio sarebbe possibile, no?