Altra alluvione in corso. Appena consegnata agli archivi quella di Genova, ora tocca Sicilia e alla Calabria. Parte della provincia di Messina è senza luce; allagamenti a Milazzo, Terme Vigliatore e soprattutto a Barcellona Pozzo di Gotto.
In provincia di Catanzaro ieri un uomo è morto per il crollo di un muro di contenimento; poco fa un treno è deragliato a causa di detriti finiti sui binari; mentre usciva dai binari è crollato il ponte che il convoglio aveva appena attraversato.
Sul web affluiscono notizie ancora frammentarie: i video appena postati su Youtube però parlano da soli, e fanno spavento. Ve ne mostro qualcuno, per sottolineare la rimediabile fragilità di questo nostro scalcagnato Stivale.
In autunno, da che mondo è mondo, piove. Qui ogni pioggia diventa alluvione: cementificazione (asfalto e cemento non assorbono l’acqua), case costruite dove non si doveva costruire e soprattutto mancanza di tutta la manutenzione minuta. Questo è il torrente Longano in piena a Barcellona Pozzo di Gotto
La situazione nelle vie della città. E guardate che ha già smesso di piovere…
Non mi stancherò di ripeterlo. L’Italia non ha bisogno di Tav Torino-Lione, ponte di Messina e grandi opere. Ha bisogno di investire le sue risorse in una miriade di piccole e piccolissime opere che tengono in piedi il territorio.
Il paesaggio è stato modificato dall’uomo. Non è più in equilibrio naturale, ma in una situazione di equilibrio innaturale che può reggere solo a prezzo della manutenzione.
Muretti a secco crollati, canali di scolo ostruiti, torrenti e torrentelli soffocati: ce ne sono ad ogni angolo, e bisogna urgentemente rimediare. Altrimenti acqua e frane continueranno a portarsi via strade, ponti, case e vite umane.
Il Messinese ha già subito alluvioni nel 2009 e nel 2010. Messina, Genova, Italia tutta: è inaccettabile che per qualcuno la lezione non sia ancora chiara.
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Su Il Salvagente maltempo nel Messinese, Barcellona invasa dal fango
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