Capita di rado di vedere tutte le storture, tutti i paradossi del nostro mondo e del mercato riassunti in poche righe di cronaca nera.
L’agenzia Ansa ha battuto la notizia pochi giorni fa: è stata arrestata una banda di ghanesi che rubava i televisori e gli altri elettrodomestici buttati nelle isole ecologiche per aggiustarli e riciclarli come beni di lusso in Africa.
Il blog Coserosse ha riportato la notizia nella versione estesa, che non si trova altrimenti sul web. E’ il caso di riprenderla e di condirla con qualche link.
(ANSA) – PESCHIERA DEL GARDA (VERONA), 7 GIU – Arrestata dai carabinieri di Peschiera del Garda una banda di ghanesi dediti al furto di elettrodomestici di scarto dalle isole ecologiche, rivenduti poi come merce di lusso nel loro paese
Se la nostra monnezza per qualcuno è un lusso c’è una ragione. Strizziamo il pianeta a un ritmo insostenibile – ben peggio di un limone – per tramutare risorse naturali in ricchezza: e con che risultato
Appena 1.210 persone, le più ricche del mondo, possiedono il 22% della ricchezza globale e un patrimonio superiore a quello di 4 miliardi di persone messe assieme. Quando la torta è tagliata in fette così inique, per qualcuno le infime briciole – i nostri elettrodomestici di scarto – rappresentano un lusso. Ma è solo l’antipasto.
Le indagini dei militari hanno messo in evidenza un fenomeno di tendenza, in costante aumento. “Vengono rubati piccoli elettrodomestici come forni a microonde, televisori, videoregistratori, frullatori e soprattutto motori di frigoriferi e lavatrice – spiega il comandante capitano Mario Marino – il più delle volte perfettamente funzionanti, o i televisori sostituiti per quelli lcd, che non sono più considerati trend”.
Il motore ancora funzionante di una lavatrice scassata può essere impiegato per far felicemente funzionare un passapomodori (di quelli che si usano per fare la conserva) e chissà quante cose ancora.
Però questo non è ammesso. Potrebbe inceppare il meccanismo in base al quale tutte le cose sono fatte per essere rapidamente buttate ed acquistate nuove: butti la lavatrice, compri un’altra lavatrice e compri anche il passapomodori. Oltre a pesare notevolmente sulle tasche di noi tutti, questo modello genera costi sociali ed ecologici smisurati. E non solo sotto forma di rifiuti.
Ma soprattutto: i televisori ancora funzionanti buttati per far posto a quelli lcd. Oltre allo schiaffo alla miseria, anche lo schiaffo al pianeta.
Uno schermo tv al plasma consuma quattro volte più elettricità rispetto ad uno schermo vecchio tipo, e dunque inquina quattro volte tanto. Vabbè, concludiamo:
Gli elettrodomestici, ripuliti e rimessi in efficienza, trovano un fiorentissimo mercato nelle loro comunità sia in Italia che, soprattutto, nei paesi africani dove un televisore o un frigorifero sono considerati un lusso alla portata di pochissime persone. ”Nelle isole ecologiche dove sono stati sottratti questi beni – afferma Marino – è attivo il riciclo che porta vantaggio economico ai comuni, impadronirsene quindi costituisce furto, come tale punito dalla legge”. (ANSA).
Il vantaggio economico che il riciclaggio porta ai Comuni consiste esclusivamente nella possibilità di organizzare e pagare il riciclaggio stesso.
Se – per ipotesi – la banda dei ghanesi agisse capillarmente in tutt’Italia e le isole ecologiche degli elettrodomestici diventassero completamente inutili, i bilanci dei Comuni non se ne accorgerebbero nemmeno.
Su Coserosse il mondo in una st-ansa
La stessa notizia nella versione più breve diffusa dall’Ansa sul web: rubano frigo e tv di scarto, cc arrestano ghanesi a Peschiera
Su Megachip la diseguale distribuzione della ricchezza
Foto artcar
Grazie ad Antonio









Buono a sapersi, vorrà dire che la prossima volta che devo demolire un apparecchio elettrico, prima mi informerò se a qualche ghanese può interessare qualche pezzo …
ovviamente glielo regalo
In Italia la legge vieta di prendere materiale dai cassonetti o dalle discariche per essere riutilizzati.
Se però ci sono oggetti ancora buoni che possono essere usati da altri, è possibile portarli in appositi centri in cui si possono barattare o semplicemente donare.
Quindi dove è il problema?
Il problema è nostro, nel senso che invece di integrarci con la società e darlo ad altri come suggerito da Adriano, lo gettiamo nel bidone così facciamo prima. Non ci complichiamo la vita e non dobbiamo dar niente a nessuno.
Ora. La legge italiana può sembrare assurda e probabilmente lo è per come siamo abituati noi. Ma per l’appunto è una abitudine: nessuno ci vieta di chiedere in giro se si conosce qualcuno che vuole quello che noi scartiamo. E non ci sarebbe niente di male a riutilizzare quello che altri buttano via se non avessimo questa paura folle di passare per poveri… come se ci fosse qualcosa di male.
Saluti
Sono un po’ ganese anch’io che con un comperssore di frigorifero e una bombola di autoclave mi son costruito un compressore, e che con un motore di lucidatrice ho elettrificato uno scooter…
Spiegheresti per favore come si fa? Credo che interesserebbe a molti…
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Quindi, con lo stesso principio se non ho capito male, vanno arrestati anche i barboni che frugano nelle immondizie per trovare qualcosa da mangiare?
Prego, sono contento quando le persone apprezzano e svliuppano i miei spunti
Antonio