Da Ferragosto il Polo Nord è di nuovo un’isola. Anzi, una rotonda stradale. Uno spartitraffico.
Come accade regolarmente dall’estate 2008, sono contemporaneamente aperti i passaggi navali a Nord Est e a Nord Ovest. Significa che in nessun punto i ghiacci artici arrivano a saldarsi alle coste della Siberia e del Canada: quindi per andare dall’Atlantico al Pacifico le navi possono seguire la rotta settentrionale, costeggiando i ghiacci, senza passare dai canali di Suez o di Panama. Tempo e soldi risparmiati.
C’è un particolare. Prima del 2008, l’apertura contemporanea dei due passaggi – ora diventata così “normale” – non si era verificata per circa 125.000 anni. Guardate nella cartina come sono ridotti i ghiacci artici.
La mappa è stata elaborata dall’Università di Brema, in Germania, e porta la data di ieri. Il passaggio a Nord Ovest è costituito dai canali che si diramano fra le isole a Nord del Canada.
Un’altra elaborazione dal Nisdc (National ice snow data center) degli Stati Uniti. In bianco le aree coperte almeno al 15% dal ghiaccio. La linea color arancio rappresenta l’estensione media per il periodo.
La linea color arancio parla da sola. L’aumento delle temperature - particolarmente forte nell’Artico – è dovuto al 90% alle attività umane, cioè all’uso di combustibili fossili (carbone, petrolio, metano) e alla conseguente liberazione nell’atmosfera di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra.
I ghiacci artici sono una sorta di condizionatore d’aria che regola il clima di tutto l’emisfero Nord del pianeta. La loro fusione innesca un circolo vizioso che accelera ulteriormente il riscaldamento globale.
La chiave di comprensione è l’albedo. Per dirlo in due parole: il bianco dei ghiacci riflette verso lo spazio il calore del sole e fa aumentare il freddo. Il blu scuro del mare, al contrario, assorbe il calore del sole e fa aumentare il caldo.
L’utimo bollettino del Nisdc relativo all’estensione dei ghiacci artici, che contiene la seconda cartina (qui la versione ingrandita)
L’estensione dei ghiacci all’interno del sito dell’Università di Brema e la versione ingrandita della seconda cartina, che però è sottoposta ad aggiornamenti quotidiani
Su Nunatsiaq Online i ghiacci artici diventano uno spartitraffico
Albedo su Wikipedia
La prima foto è di nbpetersen










