Tre “melt-through“. Ancor peggio dei tre “melt-down” ammessi finora. Mi scoccia scrivere due post consecutivi su Fukushima, ma sta arrivando una notizia che merita secondo me (ahimè) ampia considerazione.
Il meltdown si ha quando il combustibile nucleare, non più raffreddato, si fonde (“melt”) e precipita in fondo (“down”) ai reattori. In base a quanto scrive un gornale nipponico, nella relazione su Fukushima destinata all’Iaea (l’agenzia dell’Onu per l’energia nucleare), il Governo ora ammette la possibilità che il combustibile nucleare abbia anche fuso i reattori stessi (almeno in parte) e ne sia uscito. Il melt-through, appunto. Nel qual caso si troverebbe ora a diretto contato con l’ambiente.
Ok, l’ammissione di una possibilità non è una certezza. Ma la possibilità finora era sempre stata ufficialmente smentita: di conseguenza chi l’aveva ventilata si era preso del pessimista catastrofista eccetera.
Inoltre le notizie ufficiali sui primi giorni Fukushima stanno venendo fuori adesso, con prudentissima lentezza: dipingono un quadro più dettagliato e più fosco.
I contorni di questa catastrofe sfumano se si apprendere i fatti goccia a goccia, quando ormai si sono verificati da tempo. E di conseguenza, per non perdere le proporzioni degli eventi, parliamo di questo melt-through.
La fonte della notizia è il quotidiano giapponese Yomiuri, rilanciato in breve in inglese da Bloomberg. Una traduzione dal giapponese in inglese con qualche dettaglio in più è sul blog Ex-skf. In fondo, come sempre, i link.
Secondo lo Yomiuri, il “melt-through” avviene quando il combustibile fuso esce dal Rpv (Reactor Pressure Vessel, il contenitore ermetico di acciaio ultrarobusto con dentro il combustibile nucleare) e si deposita in fondo al Cv (Containment Vessel, il bunker di cemento armato che alloggia il contenitore) ed è considerato peggiore del “melt-down”.
Fin qui la notizia. Detto in altre parole, ecco cosa significa. Il combustibile nucleare caldissimo e non più raffreddato ha formato un blob, una sorta di lava radioattiva e caldissima, in grado di fondere e inglobare ciò che trova sul suo camino.
Finora tutti avevano detto che c’era ancora una barriera rispetto all’ambiente esterno: l’acciaio del reattore, contro il quale il blob si era arrestato. Una barriera bucata e in grado di far passare la radioattività: ma non il combustibile nucleare.
Adesso viene ammessa la possibilità che il blob nucleare abbia fuso e inglobato l’acciaio del reattore e sia alle prese col cemento e con le fondazioni degli edifici.
Nel qual caso? Probabilmente andrà avanti a inglobare e fondere finchè non si diluirà e non perderà calore: spargendo ovviamente radioattività attorno a sè. Potrà avvelenare il sottosuolo ed eventualmente la falda sotterranea d’acqua, che a sua volta trasporterà la radioattività anche molto lontano.
Però esistono dai scientifici troppo scarsi per tratteggiare con precisione il comportamento del blob. Se davvero il melt-through si è verificato, nessuno può prevedere cosa accadrà.
Dicevo prima che adesso il Governo giapponese sta tirando fuori dal cassetto molti dati raccolti nei primi giorni di Fukushima: delineano scenari più particolareggiati e più preoccupanti.
Trovate i link sotto a quelli relativi al melt-through: sono costretta ad annunciarli ultra-sintetizzare le notizie; tra parentesi la data in cui sono state diffuse. Se vi va di soffermarvi su queste informazioni e sui tempi con i quali sono state rese di pubblico dominio, i commenti esistono apposta.
Su Bloomberg il combustibile nucleare può essere uscito dai reattori
Su Ex-skf ammessa la possibilità di tre melt-through
I dati diffusi sulla radioattività dall’11 marzo in poi erano calcolati male e troppo bassi (3 giugno)
Tellurio radioattivo trovato già il 12 marzo (6 giugno)
Trovato il 21 aprile plutonio fuori da Fukushima (5 giugno)
La “nube” radioattiva del 15 marzo (4 giugno)
La “nube” radioattiva del 24 e 25 marzo (20 maggio)
Foto condeeza-Flickr









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Una mia personale, forse allucinante, idea sull’ e-coli e fukushima. Immaginate che per nascondere la reale gravità sulla contaminazione in Europa, e in special modo quella dei prodotti ortofrutticoli, non si sia causato questa strana, anomala ed ancora ignota nella causa contaminazione dall’e-coli con lo scopo di limitare l’uso dei sopracitati in quanto fortemente contaminati dalle sostanze nucleari?
Secondo l’IRSN francese, dato che e’ evidente, adesso, che i 3 reattori di Fukushima Daiichi hanno fuso i loro noccioli nel giro di poche decine di ore… cioe’ sono fusi (in toto o in parte) da 3 mesi ormai, l’ipotesi di un melt-through e’ da scartare, perche’ non si hanno segni di tale evento. Se fosse avvenuto ci sarebbe stata una generazione enorme di vapore (fra altre cose), cosa che non sta succedendo.
Quello che, secondo IRSN, puo’ essere successo, e’ che piccole frazioni del corio sono uscite dai molti passaggi delle barre di controllo che nei reattori di quel tipo sono piazzate sul fondo del pressure vessel (non e’ cosi’ nei reattori PWR francesi, i passaggi sono sul coperchio del vessel). In piccole quantita’, il corio ha tempo di raffreddarsi una volta che viene in contatto con il cemento.
Se, ripeto, SE, anche fosse avvenuto un melt-through, dopo 3 mesi il corio si sarebbe comunque raffreddato… non e’ un “blob” (come lo chiama Maria) che continua a fondere per l’eternita’.
Ci sono moltissimi studi fatti sul corio e sulla sua interazione con il cemento, si simula il tutto riscaldando all’interno di forni a induzione delle masse di uranio naturale (o impoverito) e lo si lascia colare sul cemento. Alla fine, quando si e’ raffreddato, si effettuano dei “tagli” (carotaggi) e si studia l’interfaccia cemento-corio, per vedere come si e’ comportata.
Articoli scientifici su richiesta, per gli interessati.
Saluti,
Roberto
Scrivi che se il melt-through fosse avvenuto “ci sarebbe stata una generazione enorme di vapore (fra altre cose), cosa che non sta succedendo”
La webcam che riprende Fukushima mostra periodicamente proprio grandi nuvole di vapore che si levano dall’impianto. Questo video è del 3 giugno
http://www.youtube.com/watch?v=ASfkIciSip4
No. Quel vapore e’ generato dalla mancanza (insufficienza) di raffreddamento dei reattori (non tutti), e di una piscina del combustibile esausto.
I sensori di umidita’ che i tecnici sono riusciti, dopo grandi sforzi, a installare all’interno dell’edificio dell’unico reattore che non ha subito le esplosioni di idrogeno, il no.2) mostrano che l’umidita’ e’ al 100%, satura, cioe’ e’ vapore acqueo.
La “generazione enorme di vapore” di cui parla IRSN puo’ arrivare ad una esplosione, perche’ quando c’e’ un melt-through su larga scala il contatto del corio col cemento e, soprattutto, con l’acqua che ha invaso l’intero edificio nucleare provoca una liberazione di vapore istantanea, violenta e localizzata, non una distribuita su larga scala e debole come il riscaldamento da parte di quel che resta delle barre.
.. vedasi nota no.3 di questo documento
http://www.irsn.fr/FR/Actualites_presse/Actualites/Pages/20110601_seisme-japon-point-situation-01-juin.aspx .
Roberto
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Roberto, fattene una ragione, l’energia atomica come la conosciamo, è obsoleta ed ha fallito completamente, non è sicura, è inutile che provi a convincere qualcuno, non è necessario, quello che sta succedendo non ha attenuanti. Dal punto di vista economico è ancora peggio, vedi la Tepco già indebitata, dovendo fare fronte ai giganteschi risarcimenti per i danni della crisi nucleare in corso, riceverà aiuti statali e privati per gli indennizzi ai soggetti colpiti…poi ci saranno i costi di smantellamento e messa in sicurezza, cioè la storia infinita, come infiniti saranno i soldi (anche dei cittadini) buttati
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