L‘Enel – il cui azionista di riferimento è il ministero dell’Economia e delle Finanze – in tribunale contro un atto del Governo. Anche Enel Distribuzione ha infatti impugnato di fronte al Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio il decreto Romani, altrimenti detto Quarto conto energia o – più propriamente – l’ammazza rinnovabili, dato che rivede al ribasso gli incentivi per chi le produce.
Sono più di cento le aziende che, come Enel Distribuzione, chiedono al Tar di sospendere il decreto Romani. Ma sono in campo azioni legali di vario tipo, compresa una richiesta di risarcimento allo Stato.
Il Tar doveva cominciare a pronunciarsi a proposito dei ricorsi la scorsa settimana ma, d’accordo con le parti, vista la complessità della materia ha deciso di rinviare tutto al prossimo febbraio.
Secondo le aziende, il peccato originale del decreto sta nel fatto che semina incertezze relative alla remunerabilità di interventi già programmati.
Infatti il punto centrale (e dolente) del Quarto conto energia è l’introduzione di tetti semestrali di spesa per gli incentivi. Ovvero, nessuno potrà sapere in anticipo e con precisione quanto incasserà.
Inoltre il sussidio sarà un po’ più basso ogni mese: chi stipulerà subito il conto energia godrà fino alla fine di condizioni migliori; chi tardi arriva, invece, male alloggia.
Circa 150 aziende, riunite in Sos Rinnovabili, vanno ben oltre il ricorso al Tar. Le loro iniziative comprendono anche un ricorso alla Corte di Giustizia Ue (il decreto limiterebbe la crescita del fotovoltaico, che invece secondo l’Europa va incentivata); un ricorso alla Corte dei Conti (lo Stato rischierebbe di essere sanzionato e di subire pesanti esborsi); una segnalazione all’Antitrust (il provvedimento avvantaggerebbe i grandi gruppi).
Inoltre il gruppo degli investitori stranieri operanti in Italia Photovoltaic Operators Investors chiede allo Stato, attraverso uno studio legale, un risarcimento di 500 milioni.
Gli investitori stranieri comunque si sono già tolti una soddisfazione. Il Tar, una decina di giorni fa, ha accolto una delle contestazioni avanzate da un fondo internazionale che ha investito in quattro serre fotovoltaiche attraverso le società Sardegna Agrienergia.
Il decreto Romani ammetteva le serre munite di pannelli fotovoltaici a godere degli incentivi solo a patto che esse corrispondessero a una serie dettagliata di requisiti tecnici. Il Tar del Lazio ha sospeso la parte del decreto relativa a questi stessi requisiti.
Su Archivio Radiocor Enel Distribuzione impugna il decreto Romani di fronte al Tar, prima e seconda parte
Su Qualenergia il Tar boccia i requisiti richiesti alle serre fotovoltaiche
Foto tillwe









Salve:
“Infatti il punto centrale (e dolente) del Quarto conto energia è l’introduzione di tetti semestrali di spesa per gli incentivi. Ovvero, nessuno potrà sapere in anticipo e con precisione quanto incasserà.”
vorrei solo far notare che il valore degli incentivi legato alla quantita’ di pannelli installati e’ quanto avviene in Germania, senza che nessuno gridi allo scandalo o di la colpa a herr Romani… abbassare gli incentivi per seguire la diminuzione sostanziale dei costi dei pannelli e’ cosa buona, giusta e logica, e non farlo servirebbe solo a far pagare decine di miliardi di Euro agli abbonati elettrici italiani nei prossimi 20 anni.
Roberto