I prezzi di petrolio e carburanti volgono bruscamente all’insù e le navi da carico issano le vele. Anzi: giganteschi aquiloni, ma il succo è il medesimo: usare (almeno in parte) la forza del vento per condurre a destinazione le merci, risparmiando carburante e inquinando meno.
La società diIl colosso del trasporto marittimo Cargill (tratta ogni anno oltre 185 milioni di tonnellate di merci) ha firmato un contratto con la tedesca SkySails, la società che alcuni anni fa ha munito appunto di una vela-aquilone il cargo Beluga.
L’idea è di applicare l’aquilone su una nave di grande stazza, da mettere in mare nei primi mesi del 2012.
Le tradizionali vele sono legate agli alberi della nave. L’aquilone di SkySail invece si muove libero nel cielo (libero mica tanto: è orientato da un sistema computerizzato per sfruttare il più possibile il vento) ed è collegato alla nave da un cavo molto lungo. Questa immagine, diffusa da SkySail, rende l’idea.
L’aquilone viete utilizzato insieme al tradizionale motore diesel, i cui consumi però si riducono del 10-35%: dipende dalle condizioni meteo.
In base all’accordo fra SkySail e Cargill, un aquilone di 320 metri quadrati verrà installato su una nave che da sola pesa 25-30.000 tonnellate. Alle quali deve essere aggiunto il carico, ovviamente. L’aquilone si leverà in cielo ad un’altezza di 100-420 metri.
Circa 90.000 imbarcazioni da carico sono al lavoro in tutto il mondo. Ad esse è affidato il 90% dei beni oggetto di commercio internazionale. Le emissioni di gas serra del trasporto marittimo sono conseguentemente elevate: solo Cina, Stati Uniti, Russia, India e Giappone pompano nell’atmosfera più anidride carbonica delle navi da carico.
Il comunicato stampa con cui SkySail annuncia l’accordo con Cargill sottolinea che secondo l’Organizzazione Marittima Internazionale, che fa capo all’Onu, l’applicazione generalizzata degli aquiloni sulle navi da carico eviterebbe ogni anno l’emissione nell’atmosfera di 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Certo. Ma guardacaso un passo significativo in questa direzione viene mosso in un momento in cui i costi del carburante tornano a crescere.
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