La crisi non finirà. Prima ancora che finanziaria, prima ancora che economica, la crisi è ecologica: dipende cioè dal fatto che le materie prime offerteci dal pianeta non sono inesauribili, e il petrolio – il principe dell’energia – ha ormai il fiato grosso.
Mario “Quintino” Monti, la manovra presente e quelle future, i vincoli di bilancio dell’Unione Europea ecc ecc potranno certo cavarci il sangue, oltre che le lacrime: ma non rimetteranno in piedi e tantomeno in moto la baracca, dato che il Pil non può aumentare perchè, a sua volta, la produzione di petrolio non può aumentare.
Se la crisi è destinata ineluttabilmente a continuare e ad aggravarsi (siamo solo all’antipasto del picco del petrolio), bisogna reagire concentrando le risorse su quello che davvero è utile – i servizi pubblici, la scuola, la sanità, i trasporti – e buttando a mare i consumi inutili.
Invece stiamo immolando i trasporti la sanità eccetera sull’altare dello spread. Esattamente il contrario di quello che ci serve. A volte i Professori sono miopi.
Queste riflessioni in parte riassumono il post “Diciamocelo forte e chiaro, questa crisi non finirà mai!” uscito oggi sul blog di Aspo Italia (l’associazione che studia il picco del petrolio) e in parte vano oltre.
Dal 2005 – è la sostanza delle argomentazioni pubblicate da Aspo Italia – la produzione di petrolio greggio non cresce più. E’ il picco, appunto, o meglio la cima del picco dopo la quale è attesa la graduale diminuzione della produzione.
Cina e India riescono ancora a pagare fatture petrolifere più alte, e comprano più petrolio. Simmetricamente i Paesi cosiddetti sviluppati, Italia compresa, dal 2005 diminuiscono il consumo di petrolio al ritmo del 3% all’anno.
Il petrolio rappresenta solo un terzo dell’energia primaria consumata nel mondo ma tutta l’economia dipende in particolare dal petrolio, oltre che in generale dall’energia.
Esiste un’assodata e quasi perfetta corrispondenza fra l’aumento del Pil (Prodotto interno lordo) e aumento del consumo di energia: e ora
per produrre e mantenere le altre fonti di energia manca il petrolio (per i compressori dei martelli pneumatici che si usano in remote miniere, per il meccanismo che mantiene le dighe e le turbine eoliche, ecc ecc). Di fatto, il petrolio ha influenza su tutto, per la sua grande varietà di usi (plastica, fibre sintetiche, reagenti chimici per farmaci, industria alimentare, ecc) e come fonte di energia fondamentale nel funzionamento di macchine di ogni tipo (auto, camion, gru, aerei, escavatrici, barche, trattori, ruspe, ecc.).
Quindi, con buona pace delle “misure imponenti” di Monti tanto piaciute alla Merkel, la nostra economia non può crescere, ma solo de-crescere
e a ritmo serrato. E’ importante comprendere questo punto: è un fenomeno noto, compreso ed inevitabile. (…) Tuttavia, i poteri governativi non possono riconoscere apertamente questo fatto per via delle conseguenze politiche che comporta e per questo la tendenza è quella di provare a cercare soluzioni che non esistono al posto di ripensare il problema
A questo aggiungo le mie considerazioni. Ci hanno sempre detto che cibo adeguato, case confortevoli, medicine, scuole, internet eccetera sono una sorta di effetto collaterale dei Suv, delle seconde e terze case, degli armadi rigurgitanti di abiti indossati solo due volte e degli ammennicoli inutili che riempiono i salotti: che si può avere l’essenziale per tutti solo a patto di sostenerne i costi attraverso la produzione di sempre più cose superflue, cioè grazie a una crescita economica che si postula infinita.
Siamo arrivati al punto in cui non si riesce, non si riuscirà più a produrre un crescente numero di cose superflue. E dunque è necessario trovare il modo di salvare – da solo – l’essenziale: anche alla faccia dello spread.
Altrimenti la crisi non porterà via solo il peggio dell’Occidente (e nessuno al mondo, credo, lo rimpiangerà) ma anche il meglio: internet, le medicine, il cibo eccetera. Si porterà via anche noi stessi, la nostra salute, le nostre vite: in Grecia la gente sta già morendo.
Tocca accorgersene. I Professori, ripeto, talvolta peccano di miopia.
Sul blog di Aspo Italia diciamocelo chiaro e forte: da questa crisi non si uscirà mai!
Un articolo di qualche settimana fa su L’Unità ora la crisi in Grecia minaccia la salute
La caricatura di Mario Monti viene da Le News









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