Centrali nucleari? No problem. Il Piemonte del leghista Cota ha ritirato il ricorso alla Corte Costituzionale contro il nucleare.
Il ricorso era stato presentato dall’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso. Restano comunque in piedi i ricorsi presentati dalle altre Regioni.
Trovo curiose le ragioni per cui Cota ha ritirato il ricorso. Mi pare che, come dire?, siano alquanto in rotta di collisione con la fiera opposizione del Carroccio al centralismo e a Roma padrona.
Breve riassunto delle puntate precedenti. Il ricorso delle Regioni si basa sul fatto che, in ultima analisi, Roma può decidere l’ubicazione di centrali nucleari, depositi di scorie eccetera senza tenere conto delle indicazioni delle Regioni e degli enti locali.
Un punto che a un leghista dovrebbe stare a cuore. Invece Cota ha rottamato il ricorso presentato da Mercedes Bresso perchè in via “solo eccezionale” Roma decide autonomamente l’ubicazione degli impianti.
L’eccezione di cui sopra scatta appunto quando dal territorio viene opposto un insormontabile no.
Del resto, durante la campagna elettorale Cota era stato uno dei pochi candidati ad appoggiare le centrali nucleari.
Greenpeace tuttavia ricorda che prima delle elezioni la scelta filo nucleare di Cota non fu affatto chiarissima.
L’organizzazione ambientalista cita una dichiarazione rilasciata in campagna elettorale da Renata Polverini, ora presidente del Lazio: “Nè io, nè Cota, nè Formigoni vogliamo il nucleare”, e sottolinea come Cota non l’abbia mai smentita.
Su La Stampa il Piemonte ritira il ricorso contro le centrali nucleari
Su New Notizie Greenpeace, Cota è un voltagabbana nucleare,
Foto Flickr









La coerenza federalista e localista dei leghisti fa ridere i polli.
Per il potere danno il culo (altrui) come caramelle.
Puttani del potere, non meglio degli altri per i quali esibirono cappi in parlamento.
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