Un’animazione che mostra estensione e traiettoria della marea nera nel Golfo del Messico

mag  10
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petrolio golfo messicoQuale è l’estensione della marea nera nel Golfo del Messico, e quale la sua traiettoria nei prossimi giorni? Mentre la BP sta cercando di piazzare la cupola incaricata di contenere (si spera) il petrolio che zampilla dal fondo del mare, vi faccio vedere un’animazione realizzata dalla University of South Florida sulla base della velocità e della direzione delle correnti.

E’ subito dopo il “continua”, insieme a qualche dato sulla quantità di petrolio che finisce in mare.

Ecco qui: clic sull’immagine e poi ancora su “play” per vedere l’animazione. Il pozzo situato a 1.500 metri di profondità è il cerchietto rosso; le frecce indicano le correnti e i colori dal blu all’arancio la temperatura superficiale dell’acqua.

petrolio golfo messico

Il sito Information is Beautiful riporta calcoli e raffronti sulla quantità di petrolio che finisce in mare. Visto che il pozzo sputa fuori (ufficialmente) 5.000 barili al giorno (un barile è pari ad 86 litri circa), se la cupola non funzionerà ne usciranno complessivamente 450.000 barili, “spalmati” sui 90 giorni necessari per venire a capo della faccenda scavando un altro pozzo che peschi nel medesimo giacimento e sia in grado di intercettare il flusso.

Dai 450.000 barili in questione si otterrebbe benzina sufficiente a riempire i serbatoi di 900.000 auto americane medie, che sono di solito più grandi rispetto a quelle europee.

Sempre i 450.000 barili rappresentano meno di un terzo del petrolio riversato in mare, nel 1967, dalla Amoco Cadiz davanti alle coste bretoni. Sono però quasi il doppio rispetto ai 271.000 barili che uscirono dalla Exxon Valdez in Alaska nel 1989.

Ancora i 450.000 barili – una quantità enorme – costituiscono tuttavia solo una minima frazione del consumo petrolifero globale. Il mondo intero quei 450.000 barili se li “beve” in appena 7.5 minuti, dato che il consumo giornaliero è pari a 86 milioni di barili, e quello annuale a 31,38 miliardi di barili.

Quanto petrolio c’è ancora sottoterra? Tantissimo, in teoria. Se si riuscisse a vuotare fino all’ultima goccia i giacimenti sicuramente esistenti e comprovati, il mondo ne avrebbe abbastanza per circa 30 anni. E resterà pur qualcosa ancora da scoprire…

Tuttavia in pratica le cose sono alquanto diverse. Quei giacimenti sono anche i più difficili da sfruttare. Tirarne fuori il petrolio costa più soldi, richiede più energia. E’ il “picco del petrolio”, e ormai ci siamo: quando una risorsa è stata consumata per metà, la produzione non aumenta più, ma anzi declina.

Su Information is Beautiful dati e raffronti sulla quantità di petrolio che finisce in mare

Foto Flickr

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