Il reimpiego delle bottiglie di plastica proposto da Re-nest è l’uovo di Colombo: semplicissimo, eppure chi l’avrebbe mai pensato?
La sommità della bottiglia ed il relativo tappo diventano una chiusura praticamente ermetica per i sacchetti, molto pratica per quanti – come per me – amano acquistare i prodotti sfusi.
Per questo ingegnoso riciclaggio basta un colpo di forbici, dicasi uno. Come? Ecco qui.
Trovo assurdo che ogni mezzo chilo di ceci, lenticchie, fagioli, frutta secca, farina (e continuate un po’ voi l’elenco) debba avere un involucro appositamente prodotto.
La confezione è costata materie prime e lavorazioni inquinanti, ma serve solo a riempire le discariche.
D’altro canto il sacchetto, una volta riposto in dispensa, ha il brutto vizio di di aprirsi e di disseminare il contenuto nel modo meno appropriato.
La soluzione? Prendere una bottiglia di plastica tipo quelle dell’acqua e tagliare via con le forbici la sommità, pochi centimetri sotto il tappo.
Togliere il tappo e far passare la parte superiore del sacchetto nel collo della bottiglia. Piegare i lembi all’ingiù. Avvitare il tappo.
E mi raccomando: il resto della bottiglia va nel bidone della plastica della raccolta differenziata.
Su Re-Nest un pratico ed utile riciclaggio delle bottiglie di plastica









Ottima idea! Ma io preferisco non comprare affatto le bottiglie di plastica. Uso un depuratore per l’acqua. Meglio il non acquisto che il riuso-riciclo!
Hai ragione, infatti non le compro neanch’io e bevo acqua del rubinetto: a casa mia non è necessario il depuratore, per fortuna.
Però a volte ti ritrovi per le mani una bottiglietta: a me succede ad esempio qualche volta d’estate, quando sono fuori casa, non ci sono fontane pubbliche e ho sete. E quelle poche volte vale la pena di riutilizzarla…
Io e la mia famiglia quando siamo fuori utilizziamo delle comodissime borracce, di ottima qualità, prive di sostanze tossiche, come il bisfenolo-A.