Un referendum per abolire la caccia. Approvo, sottoscrivo e rilancio la proposta che Marco Roveda – fondatore di LifeGate e presidente di LifeGate Planet Onlus – ha affidato a un comunicato stampa diffuso per email dopo la gran porcata combinata ieri dal Senato.
L’aula ha infatti approvato un emendamento che consente alle Regioni di allungare senza limiti la stagione venatoria.
Trovo barbara l’idea di divertirsi sparando a un animale. Ed è semplicemente ributtante il fatto che le mattanze campestri siano finanziate con un fiume di pubblico denaro.
I cacciatori ben raramente sparano a lepri e fagiani nati in libertà. Sono quasi tutti animali da ripopolamento. Allevati in condizioni disumane, costano – ci costano – cari e salati. Al momento di ammazzarli, è come fare pum! col fucile in un pollaio o in una conigliera.
Non esistono, che io sappia, cifre ufficiali e complessive sui finanziamenti pubblici alla caccia. Ogni Regione comunque corrisponde centinaia di milioni di euro ai propri Atc (Ambito territoriale per la caccia) per l’acquisto della selvaggina destinata ai ripopolamenti. Affinchè i cacciatori la possano ammazzare.
Gli animali vengono liberati poco prima della stagione venatoria. Non sanno trovare acqua e cibo da soli, e anche se lo trovassero faticherebbero a digerirlo. Non sanno che l’uomo è un nemico: da lui anzi hanno sempre e solo ricevuto il nutrimento. Sai quanto bisogna essere abili, per riempirli di pallini!
E poi, gli animali destinati a soddisfare le brame dei cacciatori non trascorrono negli allevamenti una vita esattamente felice. Prendiamo il caso dei fagiani.
Le femmine non hanno neanche la soddisfazione di deporre le uova in un nido. I pulcini nascono in incubatrice e poi vivono tutti insieme in voliera.
Ma i fagiani non si lasciano convincere facilmente ad assumere l’identità dei polli. Al contrario do questi ultimi, non hanno la benchè minima inclinazione alla vita sociale. Vogliono restar soli, non tollerano il contatto con i consimili. Tantomeno tollerano un contatto così stretto.
Si ammazzerebbero a beccate. Così vengono tenuti con copribecco, anello in bocca, occhiali. Gli occhiali permettono all’animale di guardare solo verso il basso per trovare il cibo: e dunque non può vedere gli altri fagiani.
L’anello impedisce di chiudere completamente il becco, pur permettendo di nutrirsi: così è impossibile ferire i compagni di voliera. Il copribecco ha un’analoga funzione.
Sogno il momento in finalmente spariranno la caccia e tutte queste barbarie annesse. Il 90% degli italiani è contro la caccia, dice Marco Roveda: e lancia l’idea di organizzare un referendum per abolirla definitivamente. La mia firma in calce è assodata.
LifeGate
Lifegate Planet Onlus
Foto Flickr









Io in linea di principio sarei daccordo…ma una volta fatto il referendum, mettiamo che si vicne, siamo in grado di far rispettare il divieto di caccia? temo di no, non qui e non ora.
Benissimo le buone intenzioni e la determinazione, ma attenzione: buon senso e sangue freddo: quel che importa è ridurre quanto più possibile le doppiette e non rendere illegale un’attività che rischierebbe di continuare.
Spero di essermi spiegato, e lo dico da persona che non vuole la caccia.
Mi piacerebbe sentire il parere di un tecnico faunista.
In zone di collinari e montane quali sarebbero le conseguenze sulle popolazioni di ungulati?
NON E’ UN COMMENTO PROVOCATORIO, è che son stanco di sentire sempre e solo animalisti (e o ambientalisti) da una parte e cacciatori dall’altra; mai un FAUNISTA.
Poi di mio contrario in toto alla caccia agli uccelli.
Potresti avere ragione ma, allora dovremmo farlo anche per gli allevamenti di polli, tacchini, galletti, oche e papere, ovini e bovini; sia che servano per l’alimentazione che per gli accessori. Poi non parliamo dei prodotti ittici. Ognuno è libero di decidere dove indirizzare le proprie “forze” ma non può ignorare, e lo stai dicendo te, che si spara su animali comunque allevati per tale scopo. Non puoi e non si possono chiudere tutte due gli occhi su quello che la nostra alimentazione, accessori d’abbigliamento e altro come le nostre auto creino ancor più danni e problemi. NON SCARICHIAMOLI SEMPRE SUGLI ALTRI o sui vicini i problemi dell’ambiente, che sicuramente i cacciatori se sono un problema sono sicuramente il più piccolo, il più controllabile, il più tassato e tartassato di chiunque altro. Vedesi il semplice cittadino che getta nella spazzatura qualunque cosa, pur di non fare 100metri da casa per la differenziata. Per chiudere dico che un cacciatore è un sicuramente un buon ecologista, sicuramente meglio di molti altri ciarlatani per convenienza…, perchè è solo in un ambiente ecologicamente sano che si potrà trovare della selvaggina. Avete capito?
Ma infatti solo un irrazionale può dire che i cacciatori non servono!
La gestione faunistica occorre farla!!!
E tra l’altra la caccia è una risorsa!
Molti ignorano o non sanno, che alcuni delle zone più protette sono arrivati ai giorni ns grazie alla caccia (vedi bosco fontana o la mesola).
Però comunque i cacciatori ne han fatte anche loro di cotte e di crude! Sia in tempi “antichi” che recentissimo! Estinzione del cinghiale a causa del “rinsanguamento”, introduzione di specie, mescolamento di razze diverse, reintriduzioni opiniabili (cervo nell’appennino)
Premetto che mi piacerebbe poter cacciare i cacciatori nel loro
modo, modo a detta loro sportivo.
Io personalmente darei il voto per far finire la caccia per sempre.
Mi rendo conto che a volte è necessaria, molti animali ormai privi
dei predatori naturali proliferano in maniera incontrollata, ma
resta da dire che i predatori son morti di caccia, di superstizione
e altre demenze umane.
C’e da aggiungere che troppo spesso l’uomo ha invaso i territori
degli animali per poi dire che gli animali erano di troppo.
Avolte un uso ponderato della caccia può purtroppo essere
necessario, ma solo per rimediare ad un danno e ad uno squilibrio
creato da noi civili, evoluti, pensanti umani.
E comunque cosa e quando è il caso di sparare dovrebbe almeno
valutarlo un esperto in fauna e non un cacciatore o un politico o un
animalista.
Per cfa64 rispondo allora che sono disponibile a farmi “cacciare” come dice lui e alle stesse maniere, mi potrei divertire di più. Poi nel seguire il tuo raggionamento mi pare di capire che saresti anche contento di una ulteriore Guerra Mondiale tanto per smezzare la popolazione, a patto che si accettino le condizioni degli ambientalisti, ovvero che non si usino armi atomiche. Che bello sarebbe tornare indietro di 2-300 anni e vivere come Adamo ed Eva è? E’ bello decidere sulle cose degli altri purchè non ci si intrometta in quelli nostri. Ne avrei di cose da dire e ridire…
Io trovo la caccia una pericolosa forma di psicosi mentale. Se uccidere un pollo per mangiarlo può alla fin fine lasciare indifferenti, non accetto che si trovi normale che ammazzare un animale sia una gioia, un gioco, un divertimento.
Mi pare incredibile che sia accettato o ritenuto accettabile che alcune persone godano nell’uccidere, quando questo dovrebbe al limite essere solo una dura necessità. Detto questo, che dire di trappole, lacci e veleni che i cacciatori disseminano sul territorio, costringendo ad essere coinvolti nelle loro faccende di sangue gli ignari proprietari di cani e gatti, che invece tanto amerebbero restarsene fuori da questa triste faccenda. Perché, nel periodo della caccia devo temere che mi ammazzino i gatti e nel periodo del ripopolamento devo avere paura che rimangano avvelenati dai bocconi messi per i predatori dei pulcini di fagiano e dei leprotti?
In tutta franchezza, i cacciatori sono prepotenti ed invadenti e mi hanno stufato. Aiuterò a far partire qualunque referendum anti-caccia.
Fabrizia
Pingback: Caccia in deroga. Il Veneto prepara un’altra legge ammazza fringuelli « green makers group