Non solo un referendum per abolire la caccia. Anche un referendum nazionale contro il ritorno al nucleare deciso dal Governo. Qualcosa si muove in questo senso: si raccolgono adesioni, si va verso la formazione di un comitato promotore.
C’è ancora tanta strada da fare, ovvio, ma la mia sensazione personale è che il fronte antinucleare vincerebbe, e che soprattutto verrebbe – stavolta sì! – superato il quorum.
Il referendum contro il nucleare si sta coagulando on line. Ecco chi lo tiene a battesimo, come si può aderire e la “road map”.
L’idea del referendum nazionale contro il nucleare fa capo al Coordinamento cremonese per il risparmio energetico e per le energie rinnovabili alternative al nucleare. Ne fanno parte AmbienteScienze, ACLI, Amici della Terra, Arci, C.G.I.L., Legambiente, Movimento Federalista Europeo, Rete Lilliput.
Ha trovato spazio su Welfare Cremona, che fa parte di Welfare News, un portale nato per dar voce ai valori della solidarietà, delle pari opportunità e dei diritti alla persona.
I quesiti referendari sono ancora da formulare. Redigere i testi non è affare semplice e ci vogliono degli esperti: ricordate il tenore delle domande scritte sulle schede in occasione degli ultimi referendum?
In ogni caso si vuole fare in modo che “nessun soggetto politico o associativo pretenda di partire per primo o di mettere il proprio cappello sull’iniziativa”.
Si vuole anche cercare “la più ampia possibilità di convergenza e di collaborazione tra associazioni ambientaliste, organizzazioni sociali, forze politiche ed economiche” che a livello nazionale dovrebbero dar corpo alla campagna referendaria.
Il comitato promotore del referendum, dice ancora la dichiarazione di intenti, dovrà auspicabilmente formarsi prima delle elezioni regionali previste per la fine di marzo: com’è noto, ben sapendo che la maggioranza degli italiani non vuole il nucleare (o almeno, non lo vuole vicino a casa), il Governo non renderà noti prima delle elezioni regionali i luoghi in cui sorgeranno le centrali nucleari.
Per adesso sono on line un gruppo su Facebook e una petizione “per sollecitare la definizione di una strategia referendaria nazionale efficace e condivisa” contro il ritorno al nucleare. La si sottoscrive inviando un’email a aderiscopetizione@welfareitalia.it . Io l’ho fatto.
Su Welfare Cremona verso un referendum nazionale per cancellare la scelta nucleare del Governo









Sei molto ottimista, speriamo che sia così. Sicuramente la gente non ha bene int esta cosa significhi tornare al nucleare, manca l’informazione adeguata. E comunque dai sondaggi (pilotati) esce comunque che entro 100 km dalla propria casa sono una minoranza coloro che vorrebbero una centrale, questo è un dato che fa capire quanta voglia ci sia di nucleare inr ealtà. La gente ha paura, e divulgando bene e capillarmente si avrà una solida maggioranza contro, soprattutto se gli si dimosra che l’alternativa alle scorie radioattive c’è.
Quale singolo sostenitore di un referendum abrogativo o di un qualsiasi mezzo che fermi quest’inutile ritorno al nucleare, mi domando se sia stato preso in considerazione e di conseguenza chiesta l’opinione di un giurista sul suo effetto, un ricorso alla corte Costituzionale, in quanto le nuove decisioni governative non rispettano l’esito referendario del 1987.
In sentenza la CC ha già affermato il principio per cui il legislatore politico non può riprodurre una normativa abrogata da un referendum, ma nei limiti di ripristino formale e sostanziale della disciplina abrogata può solo correggere, modificare ed integrare la disciplina residua.
Quel divieto è temporale, ma sulla sua durata le tesi sono contrastanti e non esistono sentenze della Corte sulla temporalità.
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Sono pronta a scendere di nuovo in piazza per combattere l’insensatezza del ritorno al nucleare e senza indugiare in tante polemiche a pormi risolutamente a sensibilizzare ovunque circa il problema.
Vi chiedo,dunque,dove reperire il materiale necessario e la modulistica per raccogliere le firme a sostegno di tale opposizione.