In questo Anno della Tigre, il Wwf ha annunciato che in tutto il mondo ne sono rimaste appena 3.200 (non entrano nel calcolo gli esemplari tenuti in cattività): una diminuzione del 97% circa rispetto al 1990 – appena vent’anni fa! – quando le tigri libere erano circa 100.000.
Ieri si è concluso a Bali un summit dedicato alla tigre, al quale hanno preso parte i 13 Paesi nei quali ancora abitano questi splendidi animali. Si sono messi d’accordo su alcuni punti importanti. Forse c’è motivo di sperare.
Fino a non molto tempo fa le tigri popolavano gran parte dell’Asia, Turchia compresa. Distruzione degli ambienti naturali e delle prede, disboscamento, bracconaggio, commercio illegale le hanno ridotte al lumicino. Se la tendenza non si inverte, le tigri potrebbero estinguersi: almeno quelle in libertà.
I 13 “Paesi della tigre” si sono dati l’obiettivo di raddoppiare il numero delle tigri libere entro il 2020, prossimo Anno della Tigre secondo il calendario cinese. I piani nazionali di salvaguardia costeranno complessivamente 356 milioni di dollari.
Al summit di Bali si è trovato un accordo su alcuni punti: le tigri sono fondamentali per gli ecosistemi in buona salute; proteggerle è responsabilità dei Governi nazionali ma serve l’aiuto finanziario della comunità internazionale; i Paesi collaboreranno su questioni che riguardano le tigri al di là delle frontiere.
Ancora: individuare e proteggere meglio gli ambienti-chiave per la riproduzione, impedendo la deforestazione o la trasformazione in piantagioni di palma da olio: contrastare il bracconaggio; aumentare i pattugliamenti; proteggere, oltre alle tigri, anche le loro prede.
Esperti hanno dichiarato al quotidiano britannico Telegraph che, non appena un habitat viene adeguatamente protetto, le superstiti tigri si riproducono rapidamente e il loro numero aumenta in pochi anni. Sono come i gatti, insomma: hanno sette vite. O addirittura nove, come dicono gli inglesi. Speriamo.
Sul Telegraph sono rimaste appena 3.200 tigri libere
Dal Wwf International il comunicato stampa con i risultati del vertice di Bali
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