Sicilia, progetto N.o.wa.s.t.e per ridurre i rifiuti con il compostaggio domestico. Tanti soldi e lati oscuri

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compostiera domesticaE’ stato presentato ieri a Catania il progetto sperimentale N.o.wa.s.t.e. Ll’acronimo significa “zero rifiuti”.

Prevede che in alcune case siciliane venga installata una compostiera, cioè un elettrodomestico in grado di trasformare in compost la parte organica dei rifiuti. Ne vedete una nella foto. Ma per la Sicilia saranno progettate e costruite compostiere ad hoc.

Con la compostiera gli scarti di cucina diventano un terriccio ricco di sostanze nutritive da impiegare in agricoltura o nel giardinaggio.

N.o.wa.s.t.e sta per “New organic waste sustainable treatment engine” e ha dietro di sè una valanga di soldi pubblici: due miliardi e rotti di euro, in parte stanziati dall’Unione Europea e in parte dall’Italia nell’ambito dei progetti Life 2009.

Quando sento parlare di riduzione dei rifiuti vado in brodo di giuggiole: è l’unico modo, secondo me, per risolvere il problema della monnezza. Ma N.o.wa.s.t.e non mi convince, almeno per le informazioni che si trovano in rete.

Le informazioni su N.o.wa.s.t.e che sono riuscita a reperire sul sito dell’Unione Europea sono davvero striminzite (trovate il link in fondo). Bisogna affidarsi ad una nota della Regione Sicilia ripresa dall’agenzia Asca per sapere che la trasformazione dei rifiuti in compost verrà affidata ad un “nuovo elettrodomestico” ideato e progettato ad hoc che è “in avanzata fase di realizzazione”: presentazione del prototipo prevista per il 31 gennaio.

Nuovo elettrodomestico? Poffarbacco. Da un pezzo sono sul mercato le compostiere domestiche, elettriche, a basso consumo e a prova di puzza, da tenere in cucina in un posto tipo sopttolavello. Ho trovato la testimonianza di un blogger che ne usa una felicemente da due anni (sotto il link)

La compostiera di cui parla il blogger ha caratteristiche analoghe al prototipo in fabbricazione apposta per No.wa.s.t.e. Su GreenMe c’è una recensione completa di un modello in commercio, con tanto di dettagli sul funzionamento (il link è sempre in fondo)

La compostiera progettata ad hoc per la Sicilia promette di effettuare la trasformazione in compost nell’arco di cinque settimane: dopodichè il compost andrà ad un’azienda che si occuperò della “maturazione finale”. Quella recensita da GreenMe promette di produrre in due sole settimane un terriccio già utilizzabile.

Cosa avrà di diverso e di migliore la compostiera siciliana? Mistero. Non voglio dire che sia uguale a quelle già esistenti: sto però dicendo che non hanno spiegato perchè bisognava progettarne un’altra. Se qualcuno riesce a dare informazioni in proposito, è il benvenuto.

La novità del progetto siciliano è che mira a creare una filiera per la commercializzazione del compost ottenuto nelle case. Una cosa ottima e giusta: se una famiglia non possiede orto e giardino, dopo un po’ del compost non sa più assolutamente cosa farsene.

Ma, attenzione. Sempre dalla nota della Regione Sicilia ripresa dall’agenzia Asca si evince che il sistema sarà testato a Castelmola (centro turistico), in un quartiere di Melilli (un centro industriale) e su metà del territorio di Gaggi, un centro rurale.

Ora. Se Gaggi è un centro rurale, tutti coloro che non abitano in palazzine condominiali possono provvedere con poca fatica al compostaggio nell’orto e al reimpiego del compost nell’orto stesso. Lo si fa ovunque, da secoli.

Il Consorzio rifiuti che serve la zona in cui io abito fa uno sconto molto consistente sulla bolletta ai residenti nei paesi più piccoli che provvedono al compostaggio in un angolo dell’orto. Senza bisogno di elettrodomestico in cucina, miliardi di pubblici e filiera di commercializzazione.

Ultima cosa che non mi convince. A partire dal marzo 2011, si legge ancora sull’agenzia che riprende la nota regionale, il progetto sarà attuato in tre fasi successive e l’ultima “prevede l’utilizzo di oltre 1.000 elettrodomestici”.

Le compostiere domestiche già in commercio costano meno di 500 euro l’una, calcolando tutti gli accessori e le spese di spedizione. Coi due milioni e rotti del finanziamento, di compostiere domestiche se ne acquisterebbero più di 4.000. Il resto come va speso? Se qualcuno me lo sa spiegare…

Il progetto N.o.wa.s.t.e sul sito dell’Unione Europea

Su Agenzia Agi progetto N.o.wa.s.t.e, la nota della Regione Sicilia: prima e seconda parte

Sul blog di Aspo Italia i rifiuti come alimenti: il compostaggio domestico. Seguendo i link si arriva ad un modello di compostiera domestica elettrica a prova di puzza, ora il vendita a meno di 500 euro accessori compresi

Su GreenMe la recensione e il funzionamento della compostiera domestica

Su Wikipedia il compostaggio nell’orto

Foto

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8 risposte a Sicilia, progetto N.o.wa.s.t.e per ridurre i rifiuti con il compostaggio domestico. Tanti soldi e lati oscuri

  1. roberto scrive:

    sembra molto interessante, bene.

  2. Salvo scrive:

    Ma insomma io ho letto il progetto, almeno quello che si trova sul sito dell’istituto, l’analisi 1000=4000 euro mi pare molto errato in quando il progetto parla di prototipo e non di produzione industriale. Credo che un progetto Italiano che è riuscito a superare tutte le selezioni severissime della commissione Europea ottenendo un finanziamento Life (non è una cosa semplice e alla portata di tutti) deve necessariamente avere un contenuto valido! Stiamo a vedere, WWW la ricerca ITALIANA!

  3. maria scrive:

    Resta la mia domanda, Salvo: cosa ha di meglio il prototipo creato ad hoc rispetto ai modelli già in commercio? Questo non l’hanno spiegato

  4. Salvo scrive:

    “La novità del progetto siciliano è che mira a creare una filiera per la commercializzazione del compost ottenuto nelle case. Una cosa ottima e giusta: se una famiglia non possiede orto e giardino, dopo un po’ del compost non sa più assolutamente cosa farsene.” Questo che apprendo dal tuo blog già mi pare un ottima cosa.

    Secondo me bisogna stare a vedere a Gennaio sarà presentato il prototipo credo che tutti i nostri dubbi saranno risolti (almeno sperò). In ogni caso se la Commissione Europea a creduto al progetto tanto da finanziarlo e sceglierlo tra centinaia di altri, perché dobbiamo dubitarne noi?

    P.S. Ho visto solo ora i link alle compostiere in basso e ho trovato sul sito del sole24ore nella sezione green un immagine di questo prototipo, non mi pare sia uguale.

  5. Salvo scrive:

    ha creduto, scusami.

  6. Flavia scrive:

    Mai sentito parlare di Bokashi?
    si compra ad un prezzo accessibilissimo, non necessita di elettricita e, non solo produce terriccio ricco di humus ma anche fertilizzante. In più non si romperà perchè non è una macchina.
    E’ infatti una compostiera normale che usa un miscelata di cereali e microrganismi per accelerare il compostaggio, da 2 a 4 settimane, si può tenere in casa o sul terrazzo e non fa odore.
    http://www.italiaemshop.it

    Inutile dire che sono diffidente di tutte le grandi e costose macchine che ci sono in commercio

  7. kerbys scrive:

    E’ una truffa bella e buona ai danni dell’Unione Europea e serve solo a farsi dare i finanziamenti. Il prodotto esiste già e il prototipo che hanno presentato assomiglia al prodotto brevettato dalla Naturemill http://www.naturemill.com
    La sperimentazione tanto lunga quanto inutile serve solo per avere il tempo per ricevere i finanziamenti e a farli sparire.

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