Gli apicoltori italiani non sono i soli a chiedere di proibire i pesticidi neonicotonoidi, ritenuti responsabili della sparizione delle api che sta verificandosi un po’ in tutto il mondo.
Sta sollevando scalpore in Gran Bretagna una ricerca comparsa sull’edizione on line della rivista scientifica Toxicology.
Dice che è stato sottovalutato l’impatto sulle api, e più in generale sugli invertebrati, di due pesticidi neonocotinoidi.
L’articolo sui pesticidi è opera del professor Henk Tennekes. Il testo completo è a pagamento, ma il quotidiano britannico Guardian ne riprende il contenuto.
Il lavoro di Tennekes prende in esame due specifici pesticidi neonicotinoidi, imidacloprid e thiacloprid. Sostiene che anche piccole quantità possono essere più letali del previsto, dato che permangono a lungo nella terra e nell’acqua.
I limiti di accettabilità di queste sostanze sono stati definiti soprattutto in base ad accertamenti condotti sul breve termine, aggiunge. Se venissero effettuati studi a lungo termine, potrebbero essere considerate pericolose anche concentrazioni molto più basse.
Questo spiega – sono ancora parole del ricercatore riferite dal Guardian – perchè minuscole quantità di imidacloprid possono causare a lungo termine il declino delle api.
Su Toxicology la tossicità dei neonicotinoidi è rafforzata dall’esposizione prolungata
Sul Guardian pesticidi e scomparsa delle api
Foto Flickr









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