Ogni anno la Terra perde un’estensione di terreno agricolo pari alla superficie dell’Italia

ott  10
25

agricolturaOgni anno nel mondo l’urbanizzazione, l’industrializzazione e il degrado del suolo inghiottono una superficie agricola pari a quella dell’Italia tutt’intera, città e boschi compresi.

Lo ha detto giovedì alle Nazioni Unite Olivier De Schutter, delegato per il diritto all’alimentazione, presentando gli ultimi aggiornamenti in materia.

E’ ovvio domandarsi come la Terra possa sfamare un numero crescente di bocche con un’estensione di campi più ridotta. E non solo. I piccoli contadini, ormai estinti in Italia, sono in difficoltà in tutto il mondo. Gente in grado di produrre da sè ciò che mangia(va). E’ un passo in avanti? Ciascuno si faccia la sua opinione.

Oggi 500 milioni di piccoli e medi contadini in tutto il mondo soffrono la fame anche perchè non riescono più a coltivare una sufficiente estensione di terra, ha detto Olivier De Schutter.

Patiscono la concorrenza vincente da parte delle grandi aziende agricole e del land grabbing - l’abitudine di trattare la terra come se fosse l’orto dei ricchi – e i loro campi sono sempre più confinati verso le zone aride o prive di irrigazione.

E non c’è solo il problema dei campi sottratti ai piccioli contadini. Ogni anno la Terra perde 30 milioni di ettari di terreno coltivabile. Cioè una superficie quasi esattamente pari a quella dell’Italia tutt’intera.

Sul sito delle Nazioni Unite l’intervento di Olivier De Shutter a proposito del terreno coltivabile. E’ a pagina 8, all’interno del resoconto delle attività svolte giovedì scorso

Foto Flickr

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