Spiace constatarlo: Obama come Bush. Spinge sui biocarburanti derivati dal mais che affamano il mondo e che non inquinano meno della benzina o del gasolio. Ma lui li chiama “energia pulita”, e dice che gli Usa ne produrranno ancor più rispetto a quanto stabilito dal suo precedessore.
Dice (come Bush) che rubando il cibo alle pentole per metterlo nei serbatoi delle auto si diminuirà la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni di petrolio. Aggiunge che così si creeranno nuovi posti di lavoro verdi: e sull’aggettivo ci sarebbe molto da discutere.
Promette un mare di soldi alle centrali nucleari. Vuole impianti pilota per il Ccs, il “carbone pulito” (che non esiste), per continuare a ricavare energia dalle fonti fossili. Tutto come prima, insomma, o anche peggio. Alla faccia della svolta verde.
Dicono che l’approccio ultimamente mostrato da Obama alle questioni energetiche dipende da difficoltà interne: il Senato che non riesce a digerire la legge sui modestissimi tagli alle emissioni di gas serra, la necessità di contrastare i Repubblicani (ultimamente in risalita) sul loro stesso terreno.
Il risultato, a mio avviso, è che Obama sta somigliando sempre più a un repubblicano qualsiasi. A un Bush qualsiasi, diciamo.
Nel 2011, pare, metterà a disposizione ulteriori finanziamenti statali pari a 54 miliardi di dollari per la costruzione di centrali nucleari.
Vuole in sei mesi un progetto per ridurre i costi del Ccs. Si tratta di seppellire sottoterra i gas serra che si sviluppano producendo energia da fonti fossili (business as usual, insomma), un procedimento che, oltre ad altri possibili gravi effetti collaterali, ha il difettuccio di costare un occhio della testa. Ma Obama vuole arrivate a dieci impianti-pilota commerciali.
E poi, la questione dei biocarburanti. Ieri, incontrando un gruppo di governatori, ha annunciato che la produzione nazionale di etanolo (il biocarburante derivato dal mais, appunto) sarà superiore ai 15 miliardi di galloni all’anno annunciati a suo tempo da Bush.
Questo perchè, se si usano particolari tecniche di produzione, l’etanolo consente di risparmiare il 20% di emissioni di gas serra rispetto alla benzina. E dunque l’etanolo merita la promozione a “biocarburante di ultima generazione”
All’indomani degli l’exploit di Bush sui biocarburanti, i generi alimentari rincararono in tutto il mondo, mettendo in difficoltà soprattutto i popoli (e gli individui) più poveri, che spendono la maggior parte del reddito per acquistare il cibo.
Se accadrà di nuovo, se come allora anche il pane e la pasta rincareranno (ricordate?), sapremo chi ringraziare.
Su Yahoo! News gli Usa produrranno più biocarburanti ricavati dal mais
Su mail.com Obama promette più soldi per le centrali nucleari
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